MUOS: gli avvocati chiedono giustizia. E le donne bloccano l’accesso (#nomuos)

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Muos, neanche lo stop del Tar di Palermo sembra aver fermato gli americani e le loro antenne di Niscemi. Poco importa se i giudici del tribunale amministrativo siciliano abbiano confermato quanto da tempo sostenuto da più parti, ossia che il Muos è dannoso per la salute. Lo stop ai lavori intimato dal Tar non è avvenuto. Nei giorni scorsi gli operai hanno lavorato all’interno come mostrato da alcuni video. E gli avvocati sono pronti a dare battaglia.

La Marina degli Stati Uniti sta invece contravvenendo apertamente ad una sentenza di un Tribunale italiano, che ha stabilito l’illegittimità dell’installazione per mancanza di autorizzazioni, e che pertanto in questo momento non può essere in alcun modo utilizzata per alcun tipo di attività, né di collaudo, né di monitoraggiospiegano i legali, ricordando che la sentenza del Tar è immediatamente esecutiva.

Non occorre dunque alcun ordine di sospensione, al contrario di quanto sostengono gli Stati Uniti, “essendo tutte le amministrazioni coinvolte obbligate a dare esecuzione, in via amministrativa, alla decisione del TAR di Palermo”.

Poco meno di un mese fa, infatti, il Tribunale aveva accolto il ricorso presentato dal comitato No Muos e da Legambiente, sottolineando il fatto che le antenne sarebbero pericolose per la salute pubblica visto che supererebbero il limite consentito per le emissioni elettromagnetiche.

Non serve aggiungere altro, ma evidentemente gli Usa non hanno ben compreso. Da qui la decisione dei legali di intervenire richiamando all’azione le autorità italiane. Gli avvocati hanno infatti inviato una diffida al Ministero dell’interno, alla Questura di Caltanissetta, al Commissariato di Niscemi e ai Carabinieri di Niscemi per “ammonire le stesse forze dell’ordine che è loro preciso dovere prevenire e sanzionare il perpetrarsi di illeciti all’interno della base ad uso esclusivo della Marina Militare Statunitense di Contrada Ulmo”.

Nei giorni scorsi comitati e cittadini si erano accorti del fatto che il Muos era operativo pubblicando sui social network immagini e filmati. Anche l’associazione antimafie Rita Atria attraverso il suo legale ha inviato alle autorità materiale video che mostra l’utilizzo delle parabole anche dopo la sentenza del TAR.

“Apprendiamo che in data odierna (26 febbraio, NdR) sono state riattiviate le antenne (parabole) del Muos di Niscemi. Il tutto nonostante la recente sentenza TAR che ha dichiarato l’illegittimità degli atti amministrativi relativi alla costruzione del sistema di antenne, in oggetto. In attesa delle verifiche di quanto accaduto, al fine di presentare dettagliato esposto alla competente Procura della Repubblica, si rileva che tale illegittima riattivazione delle antenne sarebbe avvenuta subito dopo l’ingresso nella base di Niscemi di un convoglio di mezzi, con a bordo sia militari sia civili, presumibilmente tecnici e operai, scortato da personale della polizia di Stato Italiana, e dell’arma dei Carabinieri Italianidenuncia l’associazione tramite il proprio avvocato.

Ieri, un gruppo di mamme e donne No Muos ha effettuato un nuovo blocco nei confronti degli operai che tentavano di entrare nel cantiere Muos per continuare. I lavoratori e i militari che li scortavano sono rimasti fuori dalla base per ore, riuscendo a entrare solo alle 11.30.

donnemuos

Intanto, in vista dell’8 marzo, le donne No Muos hanno annunciato la manifestazione in contrada Ulmo. “Quest’anno la lotta delle donne convoglia in massa sul territorio di Niscemi; territorio che, in anni di mobilitazione popolare contro le antenne Muos, ha visto le donne in prima linea a difesa della propria terra. La sentenza n. 461 del 2015 emanata dal TAR di Palermo qualche giorno fa che identifica il Muos come antenna dannosa per la vita umana è una parziale vittoria che ci vede pronte a rilanciare la mobilitazione sul territorio niscemesespiegano.

Neanche il Tar ferma gli americani. La parola della Giustizia italiana non ha valore per gli Usa?

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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