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Moria di pesci nella diga Sciaguana prosciugata, scaricabarile sulle responsabilità. La Procura apre inchiesta per disastro colposo

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La Procura di Enna ha aperto un’inchiesta sulla moria di pesci nella diga Sciaguana, ma il Consorzio di Bonifica nega di avere responsabilità

Ha suscitato un’ondata di indignazione la notizia della moria di pesci, anfibi e altri animali avvenuta nei giorni scorsi a seguito dello svuotamento della diga “Sciaguana” di Agira, nell’Ennese. Adesso la Procura di Enna ha aperto un’inchiesta, al momento senza indagati, per disastro colposo. Ma il Consorzio di Bonifica Sicilia Orientale prende le distanze da quanto avvenuto, chiarendo che le operazioni effettuate nella diga sono di competenza del Dipartimento Regionale Acqua e Rifiuti, da anni gestore dell’invaso. 

A denunciare la vicenda, parlando di disastro ambientale, il WWF Sicilia Centro che ha presentato un esposto notificato a ben 10 enti. 

Si tratta di un vero e proprio disastro ambientale: l’invaso Sciaguana ospitava una diversificata ed abbondante fauna ittica – rappresentata, tra gli altri, da Carpa, Carassio, Persico trota, Luccio, Tinca ecc.; – si legge nel comunicato diffuso dal WWF – senza contare le importanti popolazioni di anfibi che vivono in questi laghi, che comprendono anche specie tutelate a livello europeo, nonché i numerosi uccelli acquatici anche nidificanti, di specie migratorie tutelate ai sensi della L. 157/1992 (avifauna selvatica costituente “patrimonio indisponibile dello Stato”) ed anche a livello comunitario ed internazionale.

Consorzio di Bonifica Sicilia Orientale: “Danni non imputabili a noi”

Sulle devastanti conseguenze provocate dallo svuotamento della diga Sciaguana, è intervenuto il Consorzio Bonifica Sicilia Orientale con un comunicato in cui si specifica che non ha alcuna responsabilità sul disastro.

Lo svuotamento dell’invaso non è imputabile in alcun modo al Consorzio, che non può intervenire nelle operazioni gestionali del lago che sono, invece, a cura del Dipartimento Regionale Acque e Rifiuti. – commenta
Francesco Nicodemo, commissario straordinario del consorzio – L’attuale situazione comporterà un notevole danno economico agli agricoltori consorziati che non potranno irrigare le proprie colture.  Avendo appreso dagli organi di stampa, dai social e dal WWF Sicilia centrale, dell’allarme causato dall’improvviso svuotamento della diga Sciaguana sita in territorio di Agira, in provincia di Enna, si rappresenta quanto segue: ormai da diversi anni, il Dipartimento Regionale Acque e Rifiuti (Servizio 4 Infrastrutture per le Acque) è il gestore dell’invaso, mentre il Consorzio di Bonifica (6 – Enna) è un mero utilizzatore delle acque dell’invaso Sciaguana, come pure dei laghi Nicoletti, Pozzillo e Olivo.

Nel comunicato vengono specificate quali sono le competenze del Consorzio:

Il Consorzio, infatti, gestisce esclusivamente la distribuzione e la manutenzione delle reti irrigue dipendenti dagli invasi a servizio degli agricoltori dei menzionati comprensori; reti che sono sempre ubicate a valle degli invasi stessi e che con essi non interferiscono. Ciò vuol dire che il Consorzio non ha alcuna competenza all’interno degli invasi sopra menzionati! In particolare, per il comprensorio Sciaguana, a fronte di una superficie attrezzata di 830 ettari, poco meno di 40 ettari vengono effettivamente irrigati ogni anno dagli agricoltori del territorio.
A titolo di esempio, si consideri che durante la scorsa stagione irrigua il Consorzio ha prelevato, in favore della propria utenza, circa 130.000mc, volume modesto rispetto ai volumi che possono essere invasati in diga, pari a oltre 9,0 milioni di metri cubi di risorsa idrica. Di conseguenza, appare quanto mai chiaro come lo svuotamento dell’invaso non sia imputabile in alcun modo al Consorzio, che, come già specificato, non può intervenire nelle operazioni gestionali del lago. Occorre altresì sottolineare che dagli atti di questo ufficio si evidenzia come il volume disponibile nel serbatoio Sciaguana, almeno dal 2017 ad oggi, sia notevolmente diminuito, nonostante i modesti prelievi consortili e, di contro, gli apporti idrici conseguenti agli eventi di pioggia delle stagioni invernali. Si evidenzia, invece, come i danni causati dallo svuotamento (la moria dei pesci, della fauna ittica e altri danni collaterali) non possono essere imputati al Consorzio, che invece li subisce, perché ogni operazione sulla diga viene effettuata dal Dipartimento, come Ente gestore. L’attuale situazione comporterà un notevole danno economico agli agricoltori consorziati che non potranno irrigare le proprie colture.

Infine, il Consorzio Bonifica Sicilia Orientale ha annunciato che sta anche valutando di agire legalmente per gli attacchi ricevuti negli ultimi giorni da parte della stampa:

In questi giorni gli attacchi degli organi di stampa, che dovrebbero avere il ruolo di dare giusta informazione, sono stati molteplici e decisamente fuorvianti, per questo motivo e per la tutela del nostro operato, stiamo valutando l’ipotesi di adire per vie legali.

Fonte: WWF Sicilia/Consorzio Bonifica Sicilia Orientale

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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