Incendi in Amazzonia: dai satelliti visibile la nube di inquinamento da monossido di carbonio

Non solo il rosso fuoco degli incendi, dalle immagini satellitari si possono ‘vedere’ anche elevate concentrazioni di monossido di carbonio sulle aree colpite dagli incendi in Amazzonia.  Una vera e propria nube che si disperde in atmosfera con conseguenze non solo per i territori interessati, ma per tutto il Pianeta.

Il sistema Spaceborne Thermal Radiometer Experiment on Space Station (ECOSTRESS) della NASA ha catturato le immagini degli incendi nelle regioni amazzoniche del Brasile e della Bolivia.

Lo scopo principale del sistema ECOSTRESS è quello misurare la temperatura rilevata sulla superficie terrestre, ma offre informazioni anche su fenomeni che interessano il pianeta e che producono calore, tra cui eruzioni vulcaniche e incendi.

ECOSTRESS ha rilevato gli incendi ancora attivi nella foresta amazzonica lo scorso 23 agosto. Le immagini coprono una superficie di circa 5000 metri quadrati e mostrano aree di colore diverso in base alla temperatura registrata.

Nelle zone colorate di rosso, che corrispondono alla Bolivia orientale e al nord del Brasile, le temperature superficiali hanno superato i valori massimi misurabili dal sensore dello strumento, pari a 104°C, mentre le aree più scure indicano il fumo denso che si eleva dagli incendi e che oscura le fiamme.

Le nubi di fumo prodotte dalla combustione delle piante sono ricche di monossido di carbonio.

Incendi Bolivia

Incendi nell’Amazzonia boliviana. Photo credit: NASA/JPL-Caltech

Incendi nell’Amazzonia Brasiliana. Photo credit: NASA/JPL-Caltech

Incendi Brasile

La nube di gas è stata rilevata anche dallo strumento Atmosferico a infrarossi della NASA (AIRS) che ha mappato l’area interessata dagli incendi tra l’8 e il 22 agosto.

Nelle immagini, le aree colorate in verde sono caratterizzate da una quantità di monossido di carbonio considerata normale e pari a circa 100 parti per miliardo, mentre in giallo il valore sale a 120 parti per miliardo e nelle zone in rosso arriva a 160.

Monossido di carbonio Amazzonia

La nube di monossido di carbonio evidenziata dalle immagini si trova a 5.500 metri e, come specifica la stessa NASA:

All’alta quota mappata in queste immagini, il gas ha scarso effetto sull’aria che respiriamo; tuttavia, i forti venti possono portarlo verso il basso dove può influire in modo significativo sulla qualità dell’aria. Il monossido di carbonio ha un ruolo sia nell’inquinamento atmosferico che nei cambiamenti climatici”, si legge sul sito dell’Agenzia spaziale.

Inoltre il monossido di carbonio può persistere nell’atmosfera fino a un mese e percorrere grandi distanze: nelle immagini è ben visibile il suo movimento che inizia dal Brasile, dove si trova la maggior parte della foresta pluviale, per poi proseguire verso tutta la parte settentrionale del Sud America.

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Tatiana Maselli

Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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