A Misura d’Ambiente: ripartire green dalla bioeconomia

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A Misura d’Ambiente è il nuovo progetto del gruppo Misura per ripartire in modo sostenibile dopo il lockdown.

Oltre all’eliminazione della plastica negli imballaggi, l’iniziativa include finanziamenti a progetti di riforestazione, lotta agli sprechi alimentari e l’impegno a utilizzare energie rinnovabili e tecniche di produzione sostenibili.

Stop alla plastica negli imballaggi

La plastica rappresenta un enorme problema ambientale e trovare alternative sostenibili a questo materiale è uno dei primi passi per ridurre l’inquinamento e i costi economici e sulla salute a esso legati.

Per questo Misura, marchio di alimenti pensati per coniugare gusto e benessere, ha scelto di sostituire oltre la metà degli imballaggi con un innovativo materiale compostabile e con confezioni in carta certificata FSC.

Grazie a queste alternative saranno eliminati 28 milioni di confezioni di carta convenzionale e due milioni e mezzo di imballaggi in plastica usa e getta, con una riduzione complessiva del 52% rispetto allo scorso anno, che raggiungerà il 79% entro il 2023.

“Oggi più che mai, dopo l’emergenza sanitaria, abbiamo capito che il benessere delle persone e dell’ambiente non può che essere il terreno comune per guardare al futuro del Paese e del pianeta.
Per questo ci siamo presi un impegno concreto, abbiamo fatto una scelta di campo rivolta a consumatori che sappiamo essere sempre più consapevoli. Si tratta di un investimento etico importante, che coinvolge la nostra filiera produttiva dall’inizio alla fine, e ci auguriamo di fare da apripista a un futuro più rispettoso per l’ambiente per tutte le aziende alimentari italiane. Ripartire dall’ecosostenibilità è l’unica strada da percorrere”,

le parole di Colussi.

I nuovi incarti compostabili sono frutto di un lavoro durato due anni cui hanno partecipato diverse realtà: oltre a Misura e a Novamont, gruppo che ha sviluppato il Mater-B, al progetto hanno collaborato Saes, Sacchital, TicinoPlast, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Slow Food.

Misura snack compostabili

L’innovativo imballaggio di origine vegetale è stato presentato durante il web talk “Terreno comune. La rivoluzione green parte dalla bioeconomia” organizzato in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente: si tratta di un materiale in grado di garantire l’effetto barriera necessario a preservare la qualità e la freschezza dei prodotti ma, anziché divenire in un pericoloso rifiuto,  dopo l’utilizzo si trasformerà in compost utile a nutrire la terra.

Il nuovo packaging sarà utilizzato inizialmente per le confezioni di pasta integrale e degli snack della linea ‘Natura Ricca’, per poi essere esteso anche agli altri prodotti nei prossimi tre anni.

Non si tratta solo di una scelta sostenibile per confezionare i prodotti, ma soprattutto di un impegno che possa ispirare il mondo del packaging alimentare a un cambio di rotta per il bene dell’ambiente.

“Il 59% dei suoli italiani è a rischio desertificazione. Occorre riportare materia organica nei terreni: per farlo, serve avviare una diversa gestione dei rifiuti organici, con l’obiettivo zero in discarica, ma anche il ridisegno complessivo di molte filiere produttive, a cominciare da quella del packaging alimentare e della raccolta e trattamento degli scarti alimentari”, ha dichiarato Catia Bastioli, Ad di Novamont, durante l’incontro.

“L’innovazione scaturita dalla sinergia tra Novamont, Saes, Sacchital, TicinoPlast non è solo un imballo multistrato ad alte performance che può essere compostato insieme agli scarti alimentari, contribuendo a fornire materia organica pulita per la rigenerazione ed il mantenimento della fertilità dei suoli e per la decarbonizzazione dell’atmosfera.

È un prodotto simbolico del lavoro che in questi anni è stato fatto nel settore della filiera delle bioplastiche e biochemical in Italia e l’esempio concreto di ciò che l’applicazione di un modello di bioeconomia circolare può realizzare, per cambiare il paradigma di sviluppo e rigenerare le risorse anziché distruggerle. Si tratta non del risultato finale di un percorso ma del punto di partenza per sperimentare e crescere insieme con nuove soluzioni che riguardano tutta la filiera”.

A MISURA d’Ambiente, per una ripartenza davvero green

L’adozione dei nuovi imballi compostabili e di carta certificata per gli imballaggi, non è l’unica soluzione adottata da Misura per una ripartenza green.

Già  da tempo infatti Misura non utilizza più energia da combustibili fossili nei processi di produzione: gli stabilimenti e gli impianti del gruppo sono alimentati da energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili. Questo determina un risparmio di emissioni quantificabile in 6500 tonnellate di gas all’anno, pari a quelle prodotte da 6000 automobili.

Le emissioni di sostanze potenzialmente dannose sono state ridotte anche grazie ai cambiamenti introdotti nella distribuzione che hanno consentito di ridurre le distanze percorse dai mezzi su strada di 386.443 chilometri l’anno.

Inoltre Misura ha scelto di finanziare dieci progetti di riforestazione in tutta Italia, grazie ai quali saranno messi a dimora 13.400 alberi che, nel corso della loro vita, assorbiranno ben 9380 tonnellate di CO2.

Infine, fondamentali anche le iniziative volte a diminuire gli sprechi:  da gennaio a maggio di quest’anno, Misura ha consegnato oltre 1,5 milioni di colazioni al Banco Alimentare.

A Misura d’Ambiente include dunque una serie di iniziative volte alla tutela delle risorse e dell’ambiente che si spera possano essere d’esempio per altre aziende italiane per una ripartenza davvero green.

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