Mascherine, guanti di plastica e DPI stanno soffocando i fondali oceanici indiani

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Mascherine, guanti di plastica monouso e DPI non correttamente smaltiti, stanno soffocando i fondali oceanici. Il loro consumo, con la pandemia di coronavirus, è aumentato in maniera esponenziale e a pagarne le conseguenze è soprattutto l’ambiente.

Inciviltà, ma anche impianti di trattamento dei rifiuti inadeguati, un sistema di smaltimento inefficace, ma anche scarichi illegali da parte di ospedali e cliniche private: così mascherine e guanti arrivano negli oceani. In India, il mese scorso il subacqueo Subhash Chandran insieme ad altri quattro, nei fondali della spiaggia di Rushikonda a Visakhapatnam, ha trovato mascherine, rifiuti biomedici e guanti in plastica. In tre turni sono stati raccolti oltre 1500 kg di rifiuti. Tutta spazzatura che si sarebbe trasformata in microplastica distruggendo la biodiversità e soffocando pesci e altre specie marine.

L’India aveva aderito alla “Clean Seas Campaign” delle Nazioni Unite per l’ambiente nel 2018 e come primo obiettivo, aveva quello di elaborare una strategia per frenare il trend dei rifiuti marini su 7500 chilometri di costa in tutto il paese. Ma questo lavoro è fermo per via della pandemia. Cos’, nella spiaggia di Rushikonda che è perfino Bandiera blu, negli ultimi anni c’è stato un calo del 70% di specie marine e il tutto per colpa dei rifiuti plastici.

“È un oceano di plastica e rifiuti biomedici”, ha detto Chandran che lo scorso anno aveva rimosso 17mila chili di plastica in 57 giorni.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, ogni mese nel mondo vengono immessi sul mercato 89milioni di mascherine e 1,6 milioni di occhiali protettivi, che sono fatti di polipropilene e possono impiegare anche 500 anni per degradarsi nell’oceano.

Anche a Mumbai la situazione non è delle migliori: sulla spiaggia di Juhu durante una campagna di bonifica sono state recuperate 10mila mascherine, 1050 guanti e kit DPI. Ma il punto è anche c’è lo scarico indiscriminato di rifiuti biomedici nei fiumi, come il Tamil Nadu e il Karnataka.

rifiuti india

@ Prasant Barik, Aahwahan Foundation.

“Il 6 luglio, pescatori a Tiruvottiyur, hanno trovato maschere, siringhe, sacche di sangue e apparecchiature di prova scaricate lungo la costa. Sono stati rintracciati rifiuti biomedici anche nei laghi Anakaputhur e Manivakkam (a Chennai)”, spiega Braja Kishore Pradhan, fondatore della Aahwahan Foundation.

Rifiuti che non solo non dovrebbero essere lì, ma che dovrebbero essere smaltiti tra quelli speciali.

Un alto funzionario del Tamil Nadu Pollution Control Board (TNPCB) afferma che lo scarico lungo i corpi idrici da parte di cliniche, piccoli ospedali e farmacie è aumentato negli ultimi sette mesi.

“Abbiamo identificato due società farmaceutiche tra i trasgressori.Monitorare e penalizzare gli autori di reato può solo aiutare fino a un certo punto. Inculcare responsabilità è più importante “, ha affermato il funzionario.

Si stima che i fiumi asiatici siano responsabili dell’86% delle emissioni globali di plastica nell’oceano. “Lo smaltimento dei rifiuti biomedici non è abbastanza redditizio per gli ospedali dal momento che devono pagare i riciclatori e quindi alcuni di loro vanno per lo scarico illegale”, ha osservato Anil Choudhary della Green Waves Environmental Solutions, Telangana.

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@ Prasant Barik, Aahwahan Foundation.

I detriti di plastica ci sono addirittura nel plancton che è alla base della catena alimentare marina. “In questo momento sto curando quattro tartarughe, che sono rimaste impigliate nelle reti e hanno avuto gli arti amputati a causa dello strangolamento. In uno di essi è stato trovato anche un grosso pezzo di plastica. Il consumo di plastica può danneggiare i loro organi interni e, incapaci di nutrirsi, muoiono di dolore e fame”, ha chiosato Naveen Namboothri, un biologo marino.

Ma mascherine e guanti non sono l’unico problema che sta distruggendo oceano e i fiumi indiani. Come vedete in questa immagine che mostra il fiume Yamuna a Delhi c’è uno strato di schiuma tossica che copre l’acqua. Schiuma che è il risultato di detergenti sversati che contengono un alto livello di fosfati.

Fonte: Mongabay India

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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