La scultura di sabbia avverte dell’impatto delle mascherine in mare

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Le mascherine in mare, una  nuova minaccia che fa sempre più paura. Ed è così che su una delle più belle spiagge delle isole Canarie un artista ha riprodotto, usando solo la sabbia, un’enorme mascherina che avvolge la Terra, accompagnata da una scritta: “Al mare non serve”.

Un messaggio forte contro l’inquinamento legato alla dispersione nell’ambiente di questo nuovo rifiuto, che nel corso del 2020 si è diffuso sempre di più a causa della pandemia. Le mascherine purtroppo spesso finiscono in mare, minacciando la fauna marina.

Così l’artista multidisciplinare Oscar Rodríguez il 1° ottobre ha deciso di inviare un monito direttamente dai luoghi più minacciati da dispositivi di protezione individuale. Durante il periodo di bassa marea, nella spiaggia di Las Canteras, a Ciudad de Mar sull’isola Gran Canaria, Rodriguez ha modellato la sabbia e realizzato un’enorme Terra circondata dai pesci e protetta da una mascherina. I pesci reggono gli elastici della mascherina mostrando cosa realmente accade lontano dai nostri occhi in mare. L’opera è accompagnata dal messaggio:

“El mar no la necessita” (“Al mare non serve”).

Questa grande cartolina effimera, promossa dal Dipartimento del Comune di Las Palmas de Gran Canaria, è stata cancellata poche ore dopo dall’alta marea, arrivata dopo il tramonto ma una giornata è bastata a far circolare sia la foto della scultura di sabbia che il messaggio di cui si è fatta promotrice: il mare non ha bisogno di altri rifiuti. La natura effimera del lavoro, associata al ciclo quotidiano delle maree, e la tecnica utilizzata per disegnare, un semplice bastone e diversi rastrelli, hanno cercato di attirare l’attenzione su questo spazio naturale con il minimo impatto.

Non si tratta della prima iniziativa di questo tipo realizzata a Ciudad de Mar. Il consigliere José Eduardo Ramírez ha ricordato che il mare

“ci manda continuamente messaggi di avvertimento. Infatti, subiamo continuamente l’arrivo di detriti che vengono spazzati via dalla marea, in particolare le microplastiche. Con questi interventi artistici sulla spiaggia abbiamo cercato di fare da traduttori di questi segnali di allarme e cercare di sensibilizzare, con un’ottica critica ma anche di riconoscimento della vita degli oceani”.

Ramírez ha aggiunto che “non possiamo permetterci di fare passi indietro. Ecco perché la collaborazione dei cittadini è necessaria per evitare che i dispositivi di protezione che utilizziamo anche sulle spiagge, come le mascherine, diventino un nuovo problema se non li depositiamo nei cassonetti quando usciamo ”.

L’alta marea ha cancellato in pochi minuti l’opera ma purtroppo nella realtà le mascherine non vengono decomposte con altrettanta facilità e finiscono per provocare gravi e duraturi danni all’ecosistema marino.

Fonti di riferimento: Facebook/ciudaddemar

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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