Marea nera nel golfo del Messico: ancora petrolio in mare. Si è creata una nuova falla?

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La drammatica situazione della marea nera nel Golfo del Messico sembrava essere ad un punto di svolta, verso un miglioramento e invece, dopo appena tre giorni dall‘installazione del nuovo tappo, ecco un’altra cattiva notizia: si sarebbe aperta una nuova falla, nei pressi di Macondo, che rischia ancora una volta di far precipitare tutto.

Secondo i tecnici addetti al monitoraggio del tappo e degli impianti di filtraggio adottato dalla compagnia petrolifera BP, ci sarebbe una nuova apertura da cui rischiano di uscire litri e litri di petrolio nel mare del golfo messicano.

A riportare la notizia di questa nuova sconfitta, ancora una volta, è stato Thad Allen, l’ammiraglio incaricato dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per tamponare l’emergenza, trovare soluzioni al problema e coordinare le operazioni. L’ammiraglio – preso atto del nuovo pericolo – ha chiesto immediatamente alla BP di controllare la presenza di altre eventuali falle e di segnalarle tempestivamente al governo. “Quando vengono individuate falle, siete tenuti ad indagare in modo tempestivo e riferire le scoperte al governo in meno di quattro ore”, ha riportato Allen in un comunicato destinato a Bob Dudley, direttore delle operazioni della Bp.

Da parte della compagnia però non è arrivata alcuna segnalazione e neanche l’ammissione dell’esistenza della nuova falla.

Fino a pochi giorni fa infatti, quando i test sul nuovo tappo stavano dando risultati incoraggianti, la compagnia petrolifera inglese ostentava un certo ottimismo, subito stemperato però dai tecnici nominati da Obama, che hanno presto riscontrato dei livelli di pressione inferiori rispetto a quelli attesi: segno di una possibile anomalia e di una nuova probabile apertura. L’ammiraglio e il suo staff di tecnici hanno quindi riportato le anomalie alla compagnia e ora attendono una riposta.

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