Marea Nera: il nuovo tappo della Bp funziona, ma il petrolio nel Golfo del Messico ha raggiunto i 320 di raggio

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L’imbuto posizionato dagli ingegneri della BP sul pozzo nel Golfo del Messico sembra finalmente funzionare, ma la marea di greggio già fuoriuscita continua ad espandersi. Secondo Tony Hayward, amministratore delegato della compagnia, questo , riesce a pompare e a recuperare circa 10.000 barili (che corrispondono a 1.600.000 litri) di petrolio al giorno, una parte consistente del greggio che fuoriesce.

Altri sistemi di contenimento saranno istallati nel corso della prossima settimana – ha fatto sapere Hayward in un’intervista alla BBC – e così speriamo di raccogliere sempre più petrolio. Ripuliremo il petrolio, rimedieremo a ogni danno ambientale e riporteremo la costa del Golfo alla situazione precedente a questo incidente”.

Tuttavia, la mare nera già fuoriuscita dalla falla continua ad estendersi nel Golfo del Messico ed ha già raggiunto un raggio di circa 320 chilometri attorno al punto in cui si trova la piattaforma Deepwater Horizon esplosa cinque settimane fa.

Il greggio – ha precisato Thad Allen, numero uno della Guardia Costiera americana, intervistato dall’emittente ABC – “si estende su un raggio di 320 chilometri attorno alla testa del pozzo e non si tratta di una chiazza uniforme“.

Si tratta letteralmente di centinaia di migliaia di piccole chiazze – ha commentato l’ammiraglio, incaricato di coordinare tutte le attività per conto del governo – e quella che stiamo combattendo è una guerra insidiosa, perché il petrolio attacca quattro Stati l’uno dopo l’altro, e arriva da più direzioni in funzione delle condizioni meteorologiche“.

Intanto il petrolio ha toccato le coste della Lousiana, del Mississippi, dell‘Alabama e della Florida e, nonostante il diastro causato, il numero uno della BP intende rimanere al suo posto.

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