Marea nera in Cile: fuoriusciti 40mila litri di idrocarburi nelle acque più incontaminate del Pianeta

Petrolio in Cile

Una vera e propria catastrofe ambientale quella accaduta nella Patagonia cilena, dove il 28 luglio le autorità hanno lanciato un’operazione d’emergenza sulla costa dell’isola di Guarello, nelle cui acque sono stati versati 40mila litri di gasolio.

L’incidente si è verificato mentre la compagnia CAP stava svolgendo un’operazione, qualcosa è andato storto e il gasolio è fuoriuscito a dismisura, contaminando uno degli ecosistemi marini più ricchi e incontaminati del mondo. Le cause sono ancora incerte e la marina cilena sta investigando per capire cosa sia successo.

Quello che per ora si sa è che il carburante si era inizialmente concentrato in una zona del litorale e ha poi raggiunto la parte a sud della baia. I tecnici sono riusciti a recuperare finora 15mila litri di gasolio.

Nel frattempo team di biologi e specialisti stanno monitorando la zona sia per contenere il disastro che analizzare la situazione marina. Dal canto suo, Greenpeace Cile ha segnalato che questo disastro potrebbe comportare conseguenze ambientali devastanti, anche perché le acque colpite sono praticamente incontaminate e molto ricche di mammiferi marini, che a causa del petrolio potrebbero essere gravemente colpiti.

A tal proposito il direttore di Greenpeace Cile, Matias Asun, ha affermato:

È una situazione estremamente grave pensando alle acque incontaminate in cui si è verificata questa emergenza ambientale. È necessario capire che è estremamente difficile accedere all’area colpita e che si tratta di una zona con grande ricchezza di mammiferi marini, come balene e delfini, che potrebbero essere gravemente colpiti nel loro habitat“.

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Laura De Rosa

Photo Credit: ArmadaChile

 

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