Mare fluorescente a Bari: scoperti sversamenti illeciti. Sequestrato il cantiere del teatro Kursaal

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Scarichi di fango illeciti, due in meno di venti giorni, che hanno colorato il mare di Bari di un intenso verde fluo. Ad accorgersene è stata la guardia costiera in seguito alle segnalazioni di alcuni cittadini in due precisi episodi: il primo il 3 gennaio e il secondo il 20.

Con rilevamenti effettuati con diclorofluorescina, una sostanza fluorescente immessa nelle tubature che serve ad identificare l’origine degli sversamenti, si è accertato si trattasse di fanghi che, invece di essere smaltiti come rifiuti speciali, sono stati immessi nella condotta delle acque bianche e da lì sono finiti in mare.

Dalle indagini è emerso che a causare questo vero e proprio disastro sia stata la stazione appaltante del rifacimento del teatro Kursaal Santa Lucia. Si tratta del cantiere per il restauro da 5 milioni di euro dello storico teatro che si affaccia sul lungomare.

La capitaneria ha elevato apposito verbale, chiedendo la sospensione dei lavori per la sola area interessata, e ponendo la medesima a sequestro, chiedendo altresì all’impresa appaltatrice di effettuare opere di mitigazione in ordine alla successiva prosecuzione delle attività. Della cosa sono stati tempestivamente informati il direttore lavori, il Rup ed i competenti uffici regionali, che a riguardo hanno convocato l’appaltatore, per disporre la sospensione dei lavori dell’area interessata e per porre in essere le misure del caso. Allo stato l’appaltatore è prontamente intervenuto per evitare che l’accaduto possa verificarsi nuovamente, e sono in corso di valutazione misure di mitigazione definitive per la successiva ripresa dei lavori. L’accaduto, del tutto accidentale, riguarda lo sversamento di acqua di falda salinizzata e fanghiglia originata durante le operazioni di scavo in presenza di falda affiorante. Dagli esami effettuati in estemporanea è da escludere la contaminazione di sostanze inquinanti pericolose”,

scrive la Regione Puglia in una nota.

Nei fatti, dalle indagini della Guardia Costiera è emersa la presenza di un tombino d’ispezione all’interno del cantiere, nel quale c’erano due condutture a cielo aperto, in una delle vi era fanghiglia uguale a quella riversata in mare a circa 20 metri di distanza. Dalle ispezioni è stato accertato che nel cantiere confluivano fanghi e percolato che tracimavano dal cassone di raccolta e si riversavano, vista la pendenza del piazzale, nelle condutture sottostanti.

Per ora, dunque, sono stati sequestrati e affidati in custodia giudiziale il tombino di accesso alla sottostante conduttura di acque bianche; il cassone di raccolta di rifiuti speciali contenente circa 3 tonnellate di rifiuti speciali  e 3 vasche nell’edificio di Largo Adua (vecchio sottopalco del teatro Kursaal), da dove proviene il materiale dei lavori di demolizione ed escavazione in corso.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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