Ora che stiamo ripartendo, non torniamo come prima: facciamo in modo che questa pandemia sia l’ultima

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Ora che stiamo ripartendo, non torniamo come prima. Un appello che richiama il celebre insegnamento del Mahatma Gandhi “sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”, che è anche lo slogan che greenMe porta avanti sin dalla sua nascita, era il lontano marzo 2009.

Sin da allora la via da seguire per prevenire catastrofi ambientali, sanitarie ed economiche era già ben chiara: passare per nuovi modelli di comportamento, sia individuali che collettivi e da interventi legislativi ad hoc per invertire da rotta.

L’emergenza sanitaria del coronavirus ha reso tutto questo ancora più chiaro, semmai ce ne fosse stato il bisogno.

Invece, a poche ore dall’inizio della vera e propria Fase 2, nessuno sembra aver recepito questo grido d’allarme, mentre i nuovi rifiuti dell’era Covid-19, dalle mascherine ai guanti, invadono le nostre strade (e presto arriveranno in massa nei mari)…

Purtroppo è bastato il primo giorno di riapertura per vedere l’inquinamento riprendere come se nulla fosse…

Per questo, soprattutto dopo lo stop del mondo intero (e abbiamo visto tutti le meravigliose immagini della Natura che si è ripresa i suoi spazi e delle città senza inquinamento), è il momento di avviare una profonda trasformazione.

E per farlo possiamo e dobbiamo partire da noi.

Proprio in questa direzione va la campagna lanciata dalla Lav “Non torniamo come prima”, che ci invita a diventare responsabili per fare in modo che questa pandemia sia l’ultima.

È proprio quello che noi abbiamo reso “normale” ad averci portati dove siamo ora.

“Prendiamo le distanze da egoismo e indifferenza e fondiamo una nuova alleanza con gli umani, gli animali e il Pianeta. Cambiamo noi per salvare tutti”.

“Nessuno deve sentirsi sopra le parti rispetto alla necessità di adottare comportamenti e stili di vita responsabili – spiega Gianluca Felicetti, Presidente LAV – L’urgenza per tutti di superare l’emergenza, oltre che sanitaria anche economica e sociale, non deve far dimenticare le cause di questa Pandemia: senza mal-trattamento degli animali non ci sarebbe stato il coronavirus. Solo agendo su di esse potremo così evitarne altre, visto che la stragrande maggioranza di epidemie e pandemie dell’ultimo secolo provengono da zoonosi, e garantire anche un futuro alle prossime generazioni. Da sempre siamo attivi anche con investigazioni, nel denunciare la drammatica realtà di allevamenti, mercati di animali e traffici anche illegali, da sempre ne denunciamo i rischi sanitari e oltre 10 anni fa siamo stati pionieri nel lanciare il sito www.cambiamenu.it per favorire scelte alimentari e stili di vita necessari per evitare tragedie come l’attuale pandemia”.

Lo dobbiamo ai tanti morti, alle persone che stanno ancora combattendo la malattia, alle vittime di ogni specie causate da un sistema che, o cambierà da ora, o morirà con noi.

Non torniamo come prima.

Per aderire al manifesto clicca qui

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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