Le lucciole stanno scomparendo: uno spettacolo di luci sempre più raro

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Fino a non molto tempo fa le lucciole popolavano le nostre campagne, regalando un tocco di magia e di incanto alle passeggiate serali estive.

Oggi è invece diventa sempre più raro scovare questi piccoli insetti luminosi. In alcuni campi cominciano a fare la loro ricomparsa, ma si tratta di casi isolati, purtroppo. Come mai le lucciole stanno scomparendo in alcune aree? Ovviamente si tratta di un’altra conseguenza dell’impatto che ha l’uomo sull’ambiente.

L’inquinamento che fa sparire le lucciole

Sebbene in alcune zone le lucciole stiano ricomparendo, in altre aree questi insetti sembrano in netta diminuzione.

Pesticidi, cementificazione e inquinamento luminoso sono le ragioni principali per cui le lucciole stanno gradualmente scomparendo soprattutto nelle aree fortemente urbanizzate e nelle zone agricole.

Le lucciole sono infatti piccoli coleotteri prettamente carnivori allo stato larvale, durante il quale si nutrono prevalentemente di lumache e chiocciole. L’uso di pesticidi nell’agricoltura intensiva ha fatto sì che le risorse alimentari per le lucciole diminuissero sensibilmente.

Allo stesso modo, la cementificazione contribuisce alla perdita di lucciole, che da adulte si nutrono di polline e nettare: la diminuzione di prati e aree verdi si traduce in una distruzione dell’habitat di questi coleotteri.

Infine un altro fattore che influisce in modo negativo sulla presenza di lucciole è l’inquinamento luminoso delle aree urbane, poiché la luce disturba il rituale di accoppiamento che in questi coleotteri avviene proprio grazie ai segnali luminosi.
La presenza delle lucciole può dunque rappresentare un segnale di un ambiente pulito, caratterizzato da un basso livello di inquinamento.

Perché le lucciole si illuminano

Le lucciole (Lampyris noctiluca) o lampiridi sono coleotteri presenti in tutto il mondo con oltre 2000 specie, tutte in grado di produrre luce.

Le lucciole brillano grazie al fenomeno della bioluminescenza, evento che avviene anche in altri insetti, pesci, meduse e batteri.
Negli ultimi segmenti della parte ventrale della lucciola avviene una reazione chimica che coinvolge una proteina chiamata luciferina e un enzima detto luciferasi. L’energia prodotta da questa reazione viene convertita in luce anziché calore e ciò consente alle lucciole di illuminarsi.

L’emissione di luce da parte delle lucciole è finalizzato all’accoppiamento poiché consente a esemplari dei due sessi opposti di trovarsi. La femmina delle lucciole è in grado di emettere una luce fissa fino a due ore, mentre il maschio lampeggia solo per brevi istanti. Il periodo di accoppiamento delle lucciole coincide con i mesi di giugno e luglio e avviene quando la femmina sincronizza il segnale luminoso con quello del maschio.

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Tatiana Maselli

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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