“Moriremo di fame”: le locuste invadono i campi e divorano i raccolti anche del Pakistan

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Cotone, canna da zucchero, riso, frutta e verdura: sembra paradossale, ma in Pakistan c’è un problema molto più grande della pandemia di coronavirus ed è la nuova e imminente invasione di locuste che, con molta probabilità, spazzeranno via tutto ciò che è quasi pronto per essere raccolto. Gli agricoltori, che stanno per affrontare la peggiore piaga della storia recente, sono praticamente in ginocchio.

Dopo le rovinose ondate di cavallette sui raccolti di Somalia, Keya, Etiopia e Sudan, gli sciami si sono mossi dall’Africa orientale verso l’Asia, passando da Yemen, Arabia Saudita e arrivando ora in Pakistan e in Cina.

Il governo pakistano ha già dichiarato emergenza nazionale, dopo che le locuste avevano iniziato a decimare le colture invernali. Il primo sciame arrivò dagli Emirati Arabi Uniti a metà del 2019, mentre si prevede che nelle prossime settimane arriverà una nuova infestazione dall’Iran.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) stima che il Pakistan subirà perdite di circa 2 miliardi di sterline nelle colture invernali, come il grano, e ulteriori 2,3 miliardi di sterline nelle colture estive che vengono ora piantate.

Un aggiornamento di maggio della stessa FAO ha avvertito che è “imperativo” contenere e controllare l’infestazione di locuste del deserto nel bel mezzo, tra l’altro, degli impatti  della pandemia di Covid-19 su salute, mezzi di sussistenza, sicurezza alimentare e nutrizione per le comunità più povere e vulnerabili del Pakistan (solo l’anno scorso, il Pakistan ha subito il peggior attacco di locuste dal 1993 provenienti dall’Iran divorando cotone, grano e mais, tra le altre colture., per il quale il Paese era in gran parte impreparato).

Ma gli agricoltori, ora come ora, hanno poca fiducia nel fatto che il governo li aiuterà a combattere una nuova ondata di voraci insetti che minacciano i loro raccolti – anche se i funzionari hanno affermato che sono state prese misure estese.

Né il governo centrale, né il governo provinciale stanno facendo nulla al riguardo”, ha detto a Reuters un agricoltore che coltiva ortaggi, peperoncini rossi, cotone e canna da zucchero.

Inizialmente si prevedeva che l’invasione si placasse entro la metà di novembre, ma così non è stato a causa delle condizioni meteorologiche favorevoli per la continua riproduzione di questi insetti, legata – manco a dirlo – al riscaldamento globale.

Una buona vegetazione a causa della pioggia abbondante e un terreno sabbioso hanno fornito un ambiente perfetto per la moltiplicazione degli insetti”, ha detto Muhammad Tariq Khan, direttore tecnico del Dipartimento per la protezione delle piante presso il Ministero della sicurezza e della ricerca alimentare nazionale.

In mezzo a questo caos sono tantissimi insomma gli agricoltori che non dispongono dei mezzi per gestire le locuste da soli ed enorme il pericolo di un vero e proprio disastro alimentare: sarà insomma devastante dal punto di vista economico per un paese in cui l’agricoltura rappresenta il 20% del PIL e il 65% della popolazione vive e lavora nelle aree agricole.

Ismail Rahoo, ministro dell’agricoltura di Stato per Sindh, avverte: “Quest’anno sarà dieci volte peggio dell’anno scorso. Le locuste e le loro uova hanno ora coperto 50.000 chilometri quadrati di terreni agricoli. Ci aspettiamo che infestino più di 5 milioni di ettari. E non stanno solo attaccando la provincia del Sindh, ma anche le aree agricole del Punjab e del Balochistan”.

Il Pakistan sta già soffrendo di un’inflazione paralizzante e dell’onere economico senza precedenti imposto dalla pandemia di coronavirus. L’invasione di locuste darà con ogni probabilità il colpo finale.

Fonti: FAO / Reuters / The Guardian

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Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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