Le locuste colpiscono ancora l’Africa orientale, ma i pesticidi usati per combatterle potranno avere conseguenze ben più gravi

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La campagna di irrorazione del suolo e dell’aria sulle terre d’Africa invase dalle locuste non potrà non avere effetti devastanti, visto che si tratta di pericolosi pesticidi…

Uno sciame di locuste ispira un timore terribile. Inizia come una macchia scura all’orizzonte, che cresce sempre di più. Un fruscio che aumenta e diventa rumore intenso, mentre decine di milioni di voraci insetti, grandi come un dito, scendono giù fino a toccare terra. Dopo l’ondata dell’anno scorso, le locuste tornano a invadere l’Africa. E quest’anno si sfiora la tragedia.

Dalla fine del 2019, vaste nubi di locuste hanno di fatto avvolto il Corno d’Africa, divorando raccolti e pascoli e innescando un’operazione di proporzioni sbalorditive per rintracciarle e ucciderle. Finora una campagna di irrorazione del suolo e dell’aria su ben otto paesi dell’Africa orientale, coordinata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, la FAO, ha scongiurato il peggio: la prospettiva molto reale che le locuste distruggano l’approvvigionamento alimentare di milioni di persone. Ma come stiamo  messi?

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Nell’invasione dell’anno scorso, secondo i calcoli della FAO, l’operazione è riuscita a proteggere una quantità sufficiente di pascoli e di scorte alimentari per sfamare 28 milioni di persone nel Grande Corno d’Africa e nello Yemen per un anno intero.

Ma un successo che potrà avere delle conseguenze devastanti: il Kenya settentrionale è rinomato in tutto il mondo per la sua diversità di api e gli agricoltori e gli ambientalisti temono che le api stesse stiano diventando le vittime di questa lotta alle locuste.

L’anno scorso, le autorità sono riuscite a contenere la più grande infestazione di locuste in Kenya in 70 anni, in gran parte attraverso l’irrorazione aerea di pesticidi. Ma molti di quegli sciami erano in aree disabitate. Quest’anno gli sciami hanno raggiunto zone abitate. Ciò significa che l’irrorazione non è praticabile perché potrebbe danneggiare persone e bestiame”, dice Ambrose Nyatich della FAO.

Finora, 1,8 milioni di litri di pesticidi chimici sono stati spruzzati su 1,76 milioni di ettari di suolo ad un costo, secondo la FAO, di 118 milioni di dollari. E l’irrorazione dovrebbe continuare quest’anno.

Le valutazioni dei possibili danni ambientali sono nella migliore delle ipotesi incomplete, si legge su National Geographic, anche se gli effetti dei pesticidi siano stati ben documentati per decenni in altri contesti. Ma i pesticidi ad ampio spettro non sono solo molto efficaci nell’uccidere le locuste, ma uccidono anche le api e altri insetti.

Il Kenya non subiva una grande invasione di locuste da 70 anni. Quando i primi sciami sono arrivati nel 2019, il paese era praticamente impreparato:

Non avevano attrezzature, competenze, pesticidi, aeromobili, nessuna conoscenza”, dice Keith Cressman, l’analista esperto di locuste della FAO.

Gli sciami hanno iniziato a formarsi nel 2018 dopo che i cicloni hanno scaricato forti piogge sugli inospitali deserti dell’Arabia, consentendo alle locuste di riprodursi invisibili nelle sabbie bagnate. I forti venti nel 2019 hanno soffiato i crescenti sciami nelle zone di conflitto inaccessibili dello Yemen, quindi attraverso il Mar Rosso in Somalia, Etiopia e Kenya.

E ora la lotta alle locuste si sta pian piano traducendo in una lotta all’invasione di pesticidi, che rimangono l’arma preferita e rappresentano il 90% delle irrorazioni nell’attuale campagna in Africa orientale.

Eppure le alternative biologiche non tossiche che uccidono le locuste, ma non fanno altri danni, sono disponibili da decenni.

Fonti: FAO / National Geographic

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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