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Germania, per la prima volta dichiarata incostituzionale una legge sul clima perché non tutela abbastanza le generazioni future

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Ieri la Corte Costituzionale della Germania ha emesso una storica sentenza in cui chiede di modificare entro la fine del prossimo anno la legge tedesca sul clima del 2019, dichiarata incostituzionale perché scarica in maniera sproporzionata il peso delle responsabilità delle emissioni di CO2 in atmosfera sulle generazioni future. Il ricorso era stato presentato da 9 giovani coraggiosi

In Germania, la Corte costituzionale, con la sentenza di ieri, 29 aprile, ha deciso che il governo tedesco entro la fine del 2022 dovrà modificare la legge sulla protezione del clima (Federal Climate Change ActBundes-Klimaschutzgesetz o KSG), entrata in vigore il 18 dicembre 2019, per meglio chiarire le strategie da attuare per la riduzione delle emissioni post-2030 e per approvare misure più stringenti per il periodo antecedente al 2030.

Nella sentenza della Corte è stato posto l’accento sull’incostituzionalità e sull’iniquità di alcuni aspetti della suddetta legge, che sembra voler scaricare le responsabilità (e quindi trasferire il fardello) dell’attuale crisi climatica sui giovani delle future generazioni.

La legge federale tedesca sul clima, che mira innanzitutto a ridurre le emissioni di gas serra responsabili del cambiamento climatico, non è una singola legge ma rientra in un più ampio pacchetto legislativo composto da leggi ordinarie, programmi governativi, normative Ue e accordi internazionali. Essa ricalca la legislazione approvata dall’Unione Europea, il 2030 EU Climate Target Plan proposto dalla Commissione europea per ridurre del 55% le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030.

Il secondo obiettivo della legge tedesca è raggiugere la neutralità carbonica entro il 2050, cioè arrivare ad una situazione di equilibrio tra le emissioni di gas serra in atmosfera e l’assorbimento del carbonio presente nelle emissioni medesime; in altre parole, per ogni tonnellata di CO2 o di un altro gas serra che si diffonde nell’atmosfera il paese dovrebbe riuscire ad assorbirne la medesima quantità.

Una legge iniqua e incompleta

La Corte costituzionale della Germania ritiene tuttavia che l’attuale legge nazionale sia insufficiente e inadeguata, in assenza di dettagliate indicazioni sulle politiche da attuare per ridurre le emissioni nel periodo post-2030.

Secondo quanto espresso dai giudici della Corte, la legge avrebbe anche violato la libertà delle persone che hanno presentato ricorso avverso il suddetto provvedimento, alcune delle quali sono molto giovani.

Dei nove giovani tedeschi che nel febbraio 2020 avevano presentato ricorso alla Suprema Corte, quattro godevano del sostegno di organizzazioni ambientaliste (come Greenpeace) e del movimento Fridays for Future di Greta Thunberg (ad es., Luisa Neubauer, la ricorrente capofila). Tra questi, si segnala la 21enne tedesca Sophie Backsen, che vive con la sua famiglia in una fattoria sull’isola di Pellworm (Mare del Nord), un territorio che rischia di scomparire a causa dell’innalzamento del livello del mare.

nove ricorrenti germania legge clima

@Greenpeace.de

La legge ha fatto “infuriare” i giovani perché trasferisce al periodo post-2030 l’onere di ridurre una parte consistente delle emissioni per mantenere le temperature globali medie sotto 1,5 o 2 °C, come previsto dallo storico Accordo sul clima di Parigi del 2015.

Ciò significa che allo stato attuale, in assenza di un’efficace e tempestiva azione per la mitigazione climatica, quei drastici cambiamenti da imporre al nostro stile di vita, allo sviluppo tecnologico e alle infrastrutture saranno ritardati a data da destinarsi, ma diventeranno sempre più pressanti, irrevocabili e urgenti per le generazioni future che, senza alternative, dovranno affrontarli caricandosene integralmente il peso.

Proteggere le generazioni future: un obbligo morale?

È molto probabile che in futuro le riduzioni nelle emissioni di gas serra saranno target obbligatori. Tuttavia, la Corte tedesca considera ingiusto che, nel frattempo, alle attuali generazioni sia permesso di consumare buona parte del bilancio di anidride carbonica con un onere relativamente accettabile, lasciando però alle successive generazioni un onere ben maggiore, che per essi comporterà una pessima qualità della vita e una considerevole perdita di libertà.

Senza dubbio, questa storica sentenza della Corte Costituzionale tedesca rappresenta un valido punto di riferimento per tutte le cause legali sul clima in corso nel resto del mondo. La lotta globale per la giustizia climatica diventa quindi una questione di difesa dei diritti umani e, in particolare, di tutela dei diritti delle generazioni future.

Fonti: npr.org/German Watch/Clean Energy Wire.org 

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Donatella Vincenti. Laureata in Lingue e Scienze Politiche, nel 2017 ha conseguito un dottorato alla Luiss sulla transizione ecologica nel mondo arabo-islamico. Nel 2015 ha curato la rubrica "Green Islam" per la webradio Radio Bullets.
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