@MultiSpectral Imager on the European Space Agency’s Sentinel-2

Visibili dallo spazio le chiazze di petrolio e le fioriture di alghe che stanno rovinando il lago più grande del Venezuela

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Il lago Maracaibo è uno dei più grandi laghi del Sud America e un tempo era il simbolo della ricchezza petrolifera del Venezuela. Ora è l’immagine di un vero disastro ambientale

Un tempo era una fonte di grande abbondanza per il popolo venezuelano, combustibili fossili e pesce in primis. Ora il lago Maracaibo è del tutto contaminato da macchinari fatiscenti che sputano ancora petrolio greggio e da fioriture di alghe verde brillante. Inquinamento ai massimi storici, che può essere anche visto dallo spazio.

Con una superficie di 13mila chilometri quadrati nel Venezuela nordoccidentale, il lago Maracaibo è uno dei laghi più grandi del Sud America e uno dei più antichi del mondo. Sebbene fosse pieno di acqua dolce migliaia di anni fa, Maracaibo è ora un lago di estuario collegato al Golfo del Venezuela e al Mar dei Caraibi da uno stretto. Stretto che fu notevolmente ampliato negli anni 1930-50 mediante dragaggio per il traffico navale. Ora l’estremità nord del lago è salmastra, mentre l’estremità sud è per lo più fresca grazie alle abbondanti portate dei fiumi vicini.

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Nelle immagini satellitari acquisite dalla NASA pochi giorni fa, il lago Maracaibo è un rovinoso vortice con sfumature di verde, marrone chiaro e grigio che tracciavano il flusso di correnti. Le fonti di quei colori sono alghe, deflussi di sedimenti fluviali e perdite di petrolio greggio. Un disastro.

Una serie di immagini, affermano gli esperti, che sottolineano come la crisi del Venezuela si sia infiltrata nell’ambiente, devastando la fauna selvatica e le comunità di pescatori mentre l’industria petrolifera del paese va in rovina.

La situazione del Paese e la crisi ambientale sono due facce della stessa medaglia, e ci sta spogliando delle nostre meraviglie naturali, dice al Whashington Post Barboza, un attivista diciannovenne del Fridays For Future Venezuela.

Una delle più grandi riserve di petrolio e gas conosciute al mondo si trova proprio sotto al lago Maracaibo. Migliaia di pozzi sono stati perforati nel lago dalla prima guerra mondiale, prima da compagnie straniere e poi dalla compagnia petrolifera statale venezuelana. Circa i due terzi del petrolio prodotto dal Paese proviene da questa regione.

Il petrolio

Ma lo stesso carburante che un tempo rendeva prospera Maracaibo sta ora mettendo in pericolo la fauna selvatica, la qualità dell’acqua e la salute umana. Le chiazze sono un evento regolare sul lago da molti anni e il petrolio greggio spesso si riversa sulle rive.

Le fuoriuscite di petrolio sono molteplici e continue e puoi facilmente individuarne le fonti – osserva Eduardo Klein-Salas, uno scienziato di telerilevamento all’Università Simón Bolívar. Il lago Maracaibo ha più di 10mila installazioni legate al petrolio e una rete di migliaia di chilometri di condotte sottomarine, la maggior parte delle quali vecchie di 50 anni.

Secondo i rapporti di agenzie di stampa, gruppi ambientalisti e difensori dei diritti umani, tra il 2010 e il 2016 si sono verificate in tutto il Venezuela, compreso il lago Maracaibo, da 40mila a 50mila perdite e fuoriuscite di petrolio. Migliaia di torri petrolifere e migliaia di chilometri di oleodotti stanno cadendo a pezzi o perdono greggio a causa della mancanza di capitale per ripararli. I pescatori locali spesso trovano le loro reti e il loro pescato inzuppati.

Il petrolio fuoriesce da molti oleodotti sommersi e obsoleti che non vengono mantenuti, per lo più nemmeno mappati – spiega Frank Muller-Karger, uno scienziato marino della University of South Florida che ha studiato il lago con i dati MODIS. Altre chiazze di petrolio provengono da serbatoi e navi che fuoriescono dalla superficie, e altre ancora da piattaforme di perforazione.

E le alghe

La vegetazione diffusa nell’acqua è un altro segno di disagio. L’immagine acquisita dal MultiSpectral Imager sul Sentinel-2 dell’Agenzia spaziale europea mostra un primo piano delle fioriture di alghe nell’estremità meridionale del lago Maracaibo.

maracaibo alghe

@MultiSpectral Imager on the European Space Agency’s Sentinel-2

All’inizio degli anni 2000, il lago Maracaibo è stato teatro di diverse vaste fioriture di Lemna obscura, più comunemente chiamata lenticchia d’acqua. Sebbene non sia tossica, può ostruire le prese d’acqua e i motori delle navi, ma può anche soffocare molte specie marine. Nel 2004, piogge estreme hanno rinfrescato e mescolato il lago Maracaibo e l’eccessiva quantità di nutrienti dal fondo del lago e dai vicini terreni agricoli e sistemi fognari ha innescato una fioritura massiccia che è durata otto mesi.

Il lago è ancora sovraccarico di sostanze nutritive e la lenticchia d’acqua fiorisce ancora occasionalmente in alcune lagune più piccole. Ma gran parte del verde nel lago ora proviene da abbondanti alghe verdi come Scenedesmus e Chlorella.

Le fioriture verdi che vedete sono fiori di fitoplancton e cianobatteri, chiamati localmente verdín – chiarisce Klein-Salas. Sono una caratteristica permanente del lago, dipendenti dal ciclo stagionale di mescolamento dell’ambiente già altamente eutrofico.

I dati satellitari della NASA su entrambi i problemi  – lenticchia d’acqua e petrolio – furono ampiamente diffusi in Venezuela già un decennio fa. Sono problemi che colpiscono duramente e in prima linea molti pescatori locali, non solo nel lago Maracaibo ma in molti luoghi lungo la costa venezuelana dal lago Maracaibo al Golfo di Paria, eppure non c’è alcuno sforzo da parte del Governo per cambiare le cose.

Anzi, se possibile, le fuoriuscite di petrolio sono peggiorate con il tempo. Si fermerà mai quest’onda nera?

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Fonti: NASA’s Earth Observatory / The Whashington Post

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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