Il Garda è in pericolo! ‘Chi vive sulle sponde del lago è seduto su una bomba a orologeria’

La zona del Garda sarebbe in serio pericolo a causa dell’inquinamento e dell’aumento delle temperature, che stanno avendo gravi ripercussioni sull’ecosistema del lago.

Il lago di Garda, grazie alle sue notevoli dimensioni, rappresenta un piccolo mare posto tra le montagne e la pianura Padana: con una superficie 368 km quadrati e una profondità media 133 metri, il bacino riveste una grande importanza per il territorio.

Secondo Renata Attolini, segretaria di Sinistra Italiana, le attività umane starebbero mettendo a durissima prova l’equilibrio dell’ecosistema Garda e chi vive nella zona del lago sarebbe seduto su una bomba a orologeria.

Il riscaldamento globale ha infatti provocato un aumento della temperatura compresa tra 0,6 e 1,6 gradi centigradi negli ultimi tre decenni, con gravi ripercussioni sull’ecosistema del lago.

All’aumento delle temperature si aggiunge l’inquinamento che interessa il lago dagli anni ‘50 e che sta peggiorando la qualità dell’acqua, con l’aumento costante della concentrazione di fosforo.

A compromettere l’ecosistema del lago sono le varie centrali idroelettriche e dighe che rallentano il ricambio dell’acqua, ma anche l’eccessiva urbanizzazione, le coltivazioni intensive, le attività industriali e il turismo di massa.

Le attività umane fanno sì che nelle acque del lago si modifichino la temperatura e le concentrazioni di ossigeno e di fosforo, rendendo l’ambiente ostile per la riproduzione e lo sviluppo di varie specie di pesci autoctoni, con gravi conseguenze ecologiche ed economiche.
Il carpione, ad esempio, un tempo popolava abbondantemente il lago di Garda, unico habitat di questa specie, mentre oggi è inserito nella lista delle specie in grave pericolo di estinzione.

Secondo le recenti ianalisi di Legambiente nell’ambito dell’iniziativa “Goletta verde”, le acque del lago sono in uno stato ecologico sufficiente e in uno stato chimico definito buono, ma sono interessate dall’inquinamento da microplastiche ed è stata rilevata la presenza del batterio Escherichia coli in quantità preoccupanti.

Anche se le recenti analisi fisico chimiche ci dicono che i mutamenti dell’acqua del Garda negli anni non sono preoccupanti sembra che tutti ignorino che esiste un’urgenza ormai improcrastinabile, quella di prendere in esame la situazione degli scarichi e degli sversamenti a lago ben visibili dalle spiagge e dalle rive – ha commentato Antolini.

Sotto il lago infatti, a una profondità di circa 200 metri, è presente una condotta subacquea della rete fognaria per la quale non è possibile verificare la tenuta. Inoltre a causa della speculazione edilizia e del turismo di massa, causa un carico eccessivo sulla rete di depurazione che contribuisce a far tracimare le acque nere nel lago.

Le amministrazioni non sembrano avere come priorità quella di adeguare la rete fognaria ma secondo Antolini:

La questione non può lasciarci indifferenti perché parliamo di uno dei laghi più grandi ed importanti d’Europa, la cui portata rappresenta circa il 40% delle risorse d’acqua dolce dell’Italia.
La proposta sensata sarebbe quella di procedere in tempi strettissimi alla completa separazione di acque bianche e nere in tutti i comuni del lago e poi alla realizzazione di almeno due depuratori di dimensioni medie sulla sponda bresciana

Speriamo in un intervento adeguato e in tempi brevi per salvare una delle zone più belle del nostro Paese.

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Tatiana Maselli

Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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