La Grande Muraglia Verde: in Cina si contrasta la desertificazione un albero alla volta

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Nel deserto cinese del Gobi, Wang Winji e la sua famiglia stanno cercando di respingere la siccità, piantando un albero alla volta per trasformare queste zone aride in terreni agricoli e combattere la desertificazione.

Ho trasformato circa 9.000 acri di sabbia in verde. Il mio obiettivo è piantare 10.000 acri. 

La messa a dimora di alberi è stata per decenni al centro degli sforzi ambientali del governo cinese, ma quest’anno le scelte di riforestazione sono state riesaminate alla luce delle violente tempeste di sabbia che hanno colpito Pechino.  

La capitale infatti è stata investita da regolari tempeste di sabbia nel mese di marzo e di aprile a causa dei forti venti che soffiano dal deserto del Gobi. Così, per schermare le città dalla sabbia, il governo ha progettato il programma Three-North Forest Belt, conosciuto come il “Grande Muro Verde”. (LEGGI anche: La Grande Muraglia Verde, il muro di 8mila km di alberi per salvare l’Africa)

Questa opera è pensata per servire come prima linea di difesa contro le tempeste di sabbia. Alcuni lo considerano il più grande programma di rimboschimento al mondo e ha l’obiettivo di piantare oltre 86 milioni di acri di foreste protette entro il 2050.

Ma nel remoto nord-ovest, piantare alberi non significa solo raggiungere obiettivi statali o proteggere città come Pechino dalla sabbia. Per gli agricoltori come la famiglia Wang è una questione di sopravvivenza. Ogni mattina, i Wang passano il tempo a piantare la Hedysarum boreale, una pianta che riesce a crescere in ambienti poco ospitali. 

La lunga battaglia contro la desertificazione ha trasformato Wang Winji e la sua famiglia in un’istituzione locale. Il loro impegno per riabilitare queste terre è diventato fonte di ispirazione per il resto del Paese.

Gli esperti affermano che il lavoro di riforestazione della Cina è diventato più sofisticato nel corso degli anni. Ma la lotta è tutt’altro che finita, con il cambiamento climatico e l’aumento delle temperature destinati a rendere le condizioni ancora più difficili.

L’analista del clima Liu Junyan di Greenpeace ha dichiarato a Reuters:

Il cambiamento climatico è la causa ultima delle tempeste di sabbia sempre più gravi che si sono verificate quest’anno nel nord della Cina. Temperature estremamente calde, siccità e degrado degli ecosistemi hanno contribuito alle gravi tempeste di sabbia in primavera. 

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Redattrice su temi della sostenibilità sociale e ambientale. Laureata con lode in filosofia, ha conseguito un master di II livello in Rendicontazione Innovazione e Sostenibilità. Ha maturato esperienza nella comunicazione e nell’organizzazione di eventi presso enti profit e no profit.
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