Jovanotti, non ti arrabbiare: il tuo Beach Party danneggia l’ambiente

Jovanotti

È di nuovo polemica sul tour estivo di Jovanotti, il mega concerto che dall’inizio dell’estate ha fatto tappa in 14 spiagge italiane (più una data in montagna).

Questa volta è il cantante a risollevare la discussione che durante l’estate ha travolto i suoi concerti, criticati dagli ambientalisti per i numerosi danni alla flora e alla fauna dei luoghi interessati dal tour.

A due date dalla fine, Lorenzo Cherubini ha infatti risposto in modo spazientito alle numerose accuse verso il Jova Beach Party, infamando il mondo dell’ambientalismo:

“Non mi sarei mai aspettato, nonostante non sia un ingenuo rispetto a questo genere di cose, che il mondo dell’associazionismo ambientalista fosse così pieno di veleni, divisioni, inimicizie, improvvisazione, ciarltroneria, sgambetti tra associazioni, protagonismo narcisista, tentativi di mettersi in evidenza gettando discredito su tutto e su tutti, diffondendo notizie false, approfittando della poca abitudine al “fact checking “ di molte testate. Il mondo dell’ambientalismo è più inquinato della scarico della fogna di Nuova Delhi!”, ha dichiarato il cantante sulla sua bacheca Facebook.

Jovanotti si è dunque arrabbiato, e parecchio, ma il suo messaggio non convince affatto e somiglia più uno sfogo delirante che non una vera risposta alle critiche mosse dalle tante associazioni ambientaliste verso i suoi concerti.

Non è chiaro quale sia l’interesse nascosto di tali associazioni, che in questi mesi hanno portato avanti esposti e denunce in seguito a rilievi puntuali e documentati per i possibili danni che il tour avrebbe provocato all’ambiente.

È invece più che chiaro l’interesse economico di Jovanotti e degli organizzatori del Jova Beach Party, nel portare migliaia di persone paganti nelle spiagge italiane, per partecipare a concerti in zone dove normalmente regna il silenzio della natura.

Noi abbiamo assistito a uno spettacolo del tour e confermiamo sia stato molto bello, ma è innegabile che eventi del genere disturbino le specie animali e vegetali che normalmente vivono in questi luoghi o che li scelgono per accoppiarsi o nidificare.

Le critiche alle date del concertone estivo di Jovanotti sono arrivate praticamente da tutte le associazioni e da tutti gli esperti che si occupano a vario titolo dello studio e della protezione degli ecosistemi.

L’unica associazione che è rimasta dalla parte del Beach Party è stata il WWF, partner del tour, mentre tra le altre realtà non c’è stato nessuno sgambetto: tutte hanno chiesto di fermare il Jova Beach Party o di ridimensionarlo per fare in modo che fosse meno invasivo per l’ambiente.

Il Jova Beach tour non si è però fermato e ha proseguito tappa dopo tappa, portando migliaia di persone che hanno calpestato dune, flora, uova di fratino, ballando al ritmo di una musica troppo alta e in grado di disorientare fenicotteri e altri animali, tra cui esemplari di specie protette.

A tour quasi finito, Jovanotti si sfoga sui social buttando fango su tutte le associazioni che si battono ogni giorno per il bene del Pianeta e facendo passare per guastafeste chi cerca di rispettare la natura, mettendola al primo posto rispetto a un tour sicuramente divertente ma non indispensabile quanto l’ambiente.

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