La nomina di Kerry come inviato presidenziale per il clima conferma che l’ambiente è davvero una priorità per Biden

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Che Biden abbia intenzione di cambiare rispetto all’amministrazione Trump sembra chiaro. E le prime nomine che andranno a comporre l’articolato puzzle del Governo statunitense per i prossimi 4 anni ne sono la conferma. Una su tutte: John Kerry.

Il nuovo Presidente Usa Joe Biden ha annunciato i primi nomi della squadra che lo affiancherà nel guidare gli USA e l’attenzione per il clima sembra essere finalmente balzata tra le priorità americane. Non a caso il nuovo inviato speciale per il clima sarà John Kerry.

Ex segretario di Stato dell’era Obama, Kerry siederà nel Consiglio per la Sicurezza Nazionale, dove per la prima volta un dirigente preposto alla lotta ai cambiamenti climatici avrà un posto.

“Per prima volta il NSC includerà un funzionario dedicato al cambiamento climatico, riflettendo l’impegno del presidente eletto ad affrontare il problema come una questione urgente di sicurezza nazionale”, ha detto in un comunicato il team di Biden.

Queste invece le parole del neopresidente:

La nomina di Kerry a inviato speciale per il prima è una vera e propria rivoluzione copernicana nella politica e nell’approccio alla lotta al clima, soprattutto se si mette in relazione con la linea tracciata dal mandato Trump.

“Sarà un onore lavorare con i nostri alleati e partner, insieme ai giovani leader emergenti nel movimento per il clima, per affrontare la crisi climatica con la serietà e l’urgenza che merita”, ha replicato Kerry in un tweet.

La crisi climatica è una questione di sicurezza nazionale

L’approccio alla crisi climatica è stato altalenante negli ultimi anni, negli Usa. Quando il senatore Bernie Sanders del Vermont, durante la sua prima campagna presidenziale nel 2016, ha definito i cambiamenti climatici come la principale crisi di sicurezza nazionale, è stato messo alla berlina perché non prendeva sul serio la politica estera. Cinque anni dopo, la Casa Bianca nella persona di Joe Biden ha deciso di dare un segnale chiaro e avrà un inviato speciale per il clima, con un seggio alle riunioni del Consiglio di sicurezza nazionale.

“Il lavoro che abbiamo iniziato con l’accordo di Parigi è tutt’altro che concluso. Torno al governo per riportare l’America sulla buona strada per affrontare la sfida più grande di questa generazione e di quelle che seguiranno” prosegue Kerry.

E Kerry potrebbe dare un grosso contributo visto che da tempo lavora sulle questioni climatiche. In qualità di Segretario di Stato di Obama, aveva svolto un ruolo chiave nella negoziazione dello storico accordo sul clima di Parigi, adottato da quasi 200 nazioni nel 2015 e volto ad affrontare gli impatti negativi del cambiamento climatico, accordo da cui Trump si è tirato indietro. Biden però ha già fatto sapere che non appena siederà alla Casa Bianca, cercherà di rimediare e riportare gli Usa all’interno dell’accordo.

Nel 2019, Kerry ha co-fondato un’iniziativa bipartisan di leader mondiali e celebrità per combattere la crisi climatica chiamata World War Zero. Sulla scia delle primarie democratiche, è stato co-presidente della task force di Biden-Sanders incentrata sulla produzione di raccomandazioni politiche sul clima, insieme alla rappresentante Alexandria Ocasio-Cortez di New York. Il co-fondatore e direttore esecutivo di un importante gruppo progressista sul clima, Sunrise Movement, si è congratulato con Kerry per la sua nomina e ha detto che la creazione del ruolo è stato un “segnale incoraggiante”.

Sembra che le intenzioni per prendere sul serio i cambiamenti climatici e i loro devastanti effetti ci siano tutte. Biden ha proposto un piano ambizioso per spendere 2 trilioni di dollari in quattro anni destinandoli a progetti basati sulle rinnovabili e per porre fine alle emissioni di carbonio delle centrali elettriche entro il 2035. L’agenda legislativa del presidente eletto sul clima dipenderà in gran parte dal fatto che i Democratici ottengano il controllo del Senato degli Stati Uniti, decisione che arriverà a seguito di due ballottaggi in Georgia il 5 gennaio. Ma indipendentemente da quale partito controllerà il Senato, Biden si è impegnato fin dal primo giorno del suo mandato a firmare una serie di ordini esecutivi per il clima, che non richiederanno l’approvazione del Congresso.

Speriamo…

Fonte di riferimento: CNNTwitter/JohnKerry, Facebook/JoeBiden

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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