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Nel suo primo giorno in carica, Biden rientrerà nell’accordo di Parigi e bloccherà l’oleodotto Keystone XL

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Il presidente eletto Joe Biden firmerà oltre una decina di ordini esecutivi nel suo primo giorno alla Casa Bianca, invertendo diverse politiche chiave attuate dall’amministrazione Trump. Tra questi, il rientro nell’accordo di Parigi e l’annullamento dell’oleodotto Keystone XL. 10 giorni di azioni esecutive su quelle che la sua amministrazione chiama le “quattro crisi” che il paese deve affrontare: Covid-19, crisi economica, ingiustizia razziale e cambiamento climatico.

Oleodotto Keystone XL, un progetto dannoso per l’ambiente e per i nativi

Tra le priorità del nuovo Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, rientra il blocco della realizzazione dell’oleodotto Keystone XL. La sua costruzione aveva rappresentato una delle promesse principali della campagna presidenziale di Donald Trump. Biden, che in qualità di vicepresidente si era sempre opposto a questo progetto dannoso per l’ambiente, aveva già anticipato che avrebbe ritirato la licenza per l’oleodotto se avesse vinto le elezioni. E secondo alcune fonti potrebbe farlo subito dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, previsto per mercoledì. Infatti, le parole “Rescind Keystone XL pipeline allowance” compaiono in un elenco di azioni esecutive programmate già per il primo giorno della presidenza Biden.

Il Keystone XL è una costruzione lunga quasi 2.000 km che dovrebbe trasportare circa 830.000 barili di petrolio al giorno, trasferendolo dalla regione di Alberta in Canada negli Stati Uniti passando per il Montana, il South Dakota e il Nebraska. La realizzazione di quest’opera ha suscitato una serie di polemiche per i problemi che comporterebbe dal punto di vista ambientale ma anche sociale, visto che attraversa la terra dei nativi americani.

Anche il senatore Bernie Sanders è intervenuto sulla questione, definendo Keystone XL “un disastro” e l’ennesima minaccia per il nostro Pianeta:

Purtroppo, però, la costruzione dell’oleodotto è già a buon punto in Canada. “Il governo canadese continua a sostenere il progetto Keystone XL e i vantaggi che porterà sia al Canada che agli Stati Uniti” ha dichiarato l’ambasciatrice Kirsten Hillman.

“Non solo il progetto stesso è cambiato in modo significativo da quando è stato proposto, ma anche la produzione canadese di sabbie bituminose ha subito notevoli cambiamenti. – ha sottolineato Hillman – Le emissioni di gas serra per barile di sabbie bituminose sono diminuite del 31% dal 2000 e l’innovazione continuerà a guidare il progresso”.

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@Reuters

L’oleodotto Keystone XL, insieme al Dakota Access Pipeline, è stato uno dei progetti più cari all’ex presidente repubblicano Donald Trump. Alla sua realizzazione si era opposto anche Barack Obama, che ne aveva sospeso il progetto nel 2015.

Qualche mese fa è arrivata la notizia della chiusura dell’oleodotto Dakota Access Pipeline, uno stop che si è rivelato una vittoria storica per i nativi americani. Infatti, dal 2015, anno in cui il piano per la sua costruzione venne presentato per la prima volta, i Sioux si erano mobilitati, protestando a gran voce contro l’oleodotto che avrebbe inquinato e impoverito le loro terre.

Ci auguriamo che, grazie a Biden, anche la realizzazione del Keystone XL venga bloccata una volta per tutte! Dopo anni di politiche inadeguate e irrispettose nei confronti dell’ambiente e delle minoranze, è ora di cambiare musica.

Fonte: Reuters/CBC/Keystone XL/ Cnbc

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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