Una ‘zattera’ di roccia vulcanica delle dimensioni di Manhattan galleggia verso l’Australia

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Noi facciamo danni e la natura cerca di ripararli: nel Pacifico è nata una nuova isola, di pietra pomice, enorme e in moto verso l’Australia, ma soprattutto in grado, secondo gli scienziati, di aiutare la Grande Barriera Corallina minacciata da cambiamenti climatici e altre cause umane.

Oltre 20mila campi da calcio, un’area grande come Manhattan,  in viaggio verso l’Australia. A seguito di un’eruzione vulcanica sottomarina vicino Tonga, è sorta un enorme formazione di pietra pomice, che, per le sue caratteristiche, è in grado di galleggiare sull’acqua e che quindi appare proprio come un’isola in movimento.

Gli esperti sostengono che questa potrebbe essere una vera e propria zattera che aiuterà i coralli a ripopolarsi. Non risolverà probabilmente tutti i disastri che abbiamo creato sulla Grande Barriera Corallina, ma potrebbe essere un’ancora di salvataggio.

La formazione rocciosa è nata a seguito dell’eruzione di un vulcano sottomarino, avvenuta probabilmente lo scorso 7 agosto (nessuno ha assistito veramente, quindi la data è presunta), ed è un grande classico che in conseguenza di questi eventi si generi pomice: questa infatti si genera quando la roccia fusa e schiumosa si raffredda rapidamente, dando vita ad un’altra leggera ricca di “buchi”, che le consentono di galleggiare sull’acqua, in quanto meno densa.

Michael Hoult e Larissa Brill hanno notato l’isola a bordo del catamarano Roam alle Figi e hanno riportato sulla loro pagina Facebook l’avvistamento con parole entusiaste e a tratti quasi spaventate, riferendo che l’Oceano Pacifico sembrava quasi del tutto ricoperto dalla roccia e che la loro imbarcazione ha subito un discreto contraccolpo al passaggio.

Le prime osservazioni ufficiali erano però precedenti, compiute lo scorso 9 agosto dalla Nasa, che aveva rilasciato alcune impressionanti immagini. All’epoca però non si sapeva né di che natura fosse questa incredibile neonata né che ruolo avrebbe potuto svolgere in un prossimo futuro.

isola pomice barriera corallina

Foto: NASA Earth Observatory

Infatti eruzioni e conseguenti formazioni di isole più o meno grandi si verificano ogni cinque anni circa in quella regione, ma questa è molto speciale, perché potrebbe aiutare la Grande Barriera Corallina a ripopolarsi.

“Al momento la pomice sarà nuda e sterilespiega a questo proposito il geologo Scott Bryanma nelle prossime settimane inizierà ad essere attaccata da organismi. Qui cresceranno e si diversificheranno, finendo per arrivare qui in Australia”.

La tempistica di nascita sarà per questo determinante. La formazione di pomice dovrebbe superare infatti entro la fine di quest’anno la Nuova Caledonia, Vanuatu e forse alcune aree della barriera corallina nel Mar dei Coralli orientali proprio nel periodo in cui questi vengono generati, costituendo una nuova “base” a cui appoggiarsi per tornare sulla Grande Barriera Corallina, che, come è tristemente noto, è in grande sofferenza per causa nostra.

isola pomice barriera corallina

Foto: QUT

Una buona notizia per l’ambiente dunque, non per merito nostro, con la quale sperare.

Leggi anche:

Roberta De Carolis

Cover: Joshua Stevens/NASA Earth Observatory

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook