La soffocante e terribile isola di plastica scoperta nei caraibi

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La bellissima barriera corallina di Roatán è diventata una discarica di plastica

Da paradiso dei Caraibi a isola di plastica. Al largo delle coste dell’Honduras, Roatán conosciuta per la sua coloratissima barriera corallina, per mare cristallino e spiaggia da favola, è diventata una discarica a cielo aperto.

Scordatevi immersioni e la vista di una ricca fauna marina, negli ultimi anni a Roatán ciò che fa da padrone è una montagna di rifiuti riversati sia sul litorale che dentro l’acqua. I pesci nuotano tra la plastica e gli uccelli muoiono soffocati da pezzetti di piatti, bottiglie e rifiuti di ogni tipo.

Le isole di plastica sono in continuo aumento, questa volta le immagini vengono dalla fotografa onduregna Caroline Power del National Geographic arrivata a Roatán per immortale la barriera corallina, ma quello che si è trovata davanti è stato altro.

Il mare completamente coperto di immondizia e lei su un’imbarcazione che navigava tra i rifiuti. Un disastro ecologico racchiuso in un appello ‘This has to stop’, ovvero ‘Questo deve finire’ perché se si continua così, la catastrofica profezia che nel 2050 ci sarà più plastica che pesci, potrebbe avverarsi.
Qui a rischio non è solo tutta la fauna marina, ma anche la stessa barriera corallina che sta morendo per mancanza di luce e ossigeno.

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“Vedere che qualcosa che amo profondamente viene ucciso è stato devastante”, ha detto Caroline Power.

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Una volta che la spazzatura arriva nell’oceano è incredibilmente difficile e costosa da rimuovere, anche se in tanti stanno facendo tentativi di pulizia. Ma l’unica via d’uscita è limitare l’utilizzo della plastica.

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“Affinché ciò avvenga, dobbiamo migliorare la gestione dei rifiuti, fare educazione ambientale e promuovere strutture di riciclaggio su scala globale”, continua.

Insieme ad altri sommozzatori, la fotografa ha trovato una vera e propria discarica a 15miglia dalla riserva marina di Cayos Cochinos.

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“Ovunque guardassimo, c’erano sacchetti di plastica di ogni forma e dimensione: buste di patatine, imballaggi, rifiuti. Alcuni erano interi e il resto erano a pezzi. Purtroppo, molte tartarughe, pesci, balene e uccelli marini scambieranno quei pezzi di plastica per cibo”.

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E ancora:

“C’era anche un numero apparentemente infinito di forchette di plastica, cucchiai, bottiglie per bevande e piatti. C’erano palloni da calcio rotti, spazzolini da denti, una tv, tante scarpe e infradito”.

La fotografa spera che le sue immagini incoraggino ad un uso più consapevole della plastica e al riciclo corretto dei rifiuti, speranza alimentata anche dal Roatan Marine Park, un’organizzazione non governativa che lavora per proteggere le fragili barriere coralline di Roatán.

Purtroppo non è l’unica:

Dominella Trunfio

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