Indonesia devastata: dopo il terremoto anche l’eruzione del vulcano Soputan 

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Non bastava il terremoto e neanche lo tsunami che la settimana scorsa hanno devastato l’Indonesia. In queste ore l’isola sta facendo i conti con l’eruzione del vulcano Soputan nella provincia di Sulawesi del Nord.

Il vulcano ha emesso una colonna di fumo e cenere che ha raggiunto circa 6.000 metri di altezza. Anche se non sono state evacuate altre zone, le autorità hanno consigliato alla popolazione di rimanere a una distanza di almeno 6,5 chilometri dal vulcano. Rischi anche per il traffico aereo.

Terremoto, tsunami ed eruzione vulcanica: un paese in ginocchio

Un paese devastato in pochi giorni. Al momento le vittime del sisma, di magnitudo 7,5, sono oltre 1400 anche se non si tratta di un numero definitivo visti i numerosi dispersi.

Secondo i vulcanologi indonesiani, è possibile che l’eruzione sia stata accelerata dal terremoto.

“Può darsi che questo terremoto abbia innescato l’eruzione, ma la correlazione diretta deve ancora essere confermata”, ha detto Kasbani, capo dell’agenzia di Vulcanologia e Geologia dei disastri per l’Indonesia.

Il vulcano Soputan si trova a circa 1000 km dalla regione colpita dal terremoto e dallo tsunami. Kasbani ha spiegato che l’attività vulcanica è in aumento a Soputan da agosto.

Non tutti sono concordi. Nazli Ismail, geofisico presso l’Università di Syiah Kuala a Banda Aceh sull’isola di Sumatra, ha sottolineato che non ci sono prove concrete per dimostrare il collegamento.

“La gente parla dell’effetto farfalla. Il concetto è che quando una farfalla sbatte le ali, può causare una catastrofe quindi è possibile che il terremoto inneschi l’eruzione del vulcano, ma non è conclusivo. Deve essere ulteriormente studiato”.

A volcano has erupted on Sulawesi island in Indonesia, the same island devastated a by an earthquake and tsunami that has killed more than 1,200 people.

The Soputan volcano is about 600 miles from the region affected by the quake and tsunami. https://t.co/Z8vFxeoRhD pic.twitter.com/d8M6dQ0hZW

— ABC News (@ABC) 3 ottobre 2018

Un dato è certo. L’eruzione del vulcano Soputan non è sorprendente visto che l’Indonesia si trova sul cosiddetto “Anello di fuoco” del Pacifico, un’area sismicamente attiva. Proprio Soputan è uno dei vulcani più attivi dell’isola.

I sismologi del governo monitorano oltre 120 vulcani attivi, in un paese in cui vivono circa 250 milioni di persone.

L’allarme di Save the Children: i bambini sono soli

Un milione e mezzo di persone stanno subendo le conseguenze del devastante terremoto e dello tsunami che hanno colpito l’isola di Sulawesi. Secondo Save the Children, almeno 600.000 bambini sono stati colpiti dal disastro e cresce la paura per i piccoli rimasti orfani o che hanno smarrito i propri genitori. Un terzo di questi bambini sono stati colpiti in maniera molto grave e hanno perso le loro case, la famiglia e i e mezzi di sostentamento.

Stiamo ricevendo sempre più segnalazioni di bambini che sono rimasti separati dai loro genitori nel caos della fuga, mentre gli edifici crollavano e le onde dello tsunami spazzavano via case e negozi. Purtroppo, molti bambini hanno perso i genitori nel disastro. Tutto ciò è straziante – ha affermato Tom Howells, direttore operativo di Save the Children in Indonesia – “Questi bambini stanno subendo traumi e angosce inimmaginabili, che nessun bambino dovrebbe mai provare. Alcuni di loro hanno già trascorso tre notti all’addiaccio o in ripari di fortuna, con scarso accesso a cibo, cure mediche e supporto psicologico. I bambini sono spesso i più colpiti da disastri come questo e dalle gravi conseguenze che ne derivano, è quindi fondamentale fornire loro immediato supporto fisico e psicologico”.

Un paese che purtroppo ha spesso fatto i conti con violenti terremoti e tsunami, il più violento il 26 dicembre 2004, quando una scossa di magnitudo 9.1 a largo della costa, provocò centinaia di migliaia di vittime.

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Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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