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Resistenza indigena: così i difensori della Terra sono riusciti a bloccare le lobby fossili, più e più volte

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La resistenza condotta dagli indigeni ai progetti relativi ai combustibili fossili in Stati Uniti e Canada ha evitato l’equivalente di un quarto dell’inquinamento atmosferico provocato da queste nazioni, secondo uno studio

Lo sforzo degli indigeni americani contro la distruzione del Pianeta si fa sentire. L’analisi condotta da Indigenous Enviromental Network e Oil Change International dimostra come il contrasto alle lobby dei combustibili fossili negli Stati Uniti e in Canada abbia evitato una quantità di inquinamento atmosferico maggiore di quello prodotto da tutto il traffico automobilistico in questi due paesi e uguale a quello prodotto da 400 centrali elettriche alimentate a carbone in un anno. Il report, che utilizza dati e analisi provenienti da nove diversi gruppi di controllo dei combustibili fossili, dimostra che circa 1.587 miliardi di tonnellate di emissioni di gas serra non sono state emesse nell’atmosfera grazie alle azioni degli indigeni, che hanno bloccato 21 progetti riguardanti i combustibili fossili.

Questo nonostante una carica di attacchi contro gli attivisti che si è avuta negli ultimi anni, che ha portato alla promulgazione di leggi anti-protesta, sanzioni per migliaia di dollari, arresti e addirittura uccisioni di noti esponenti delle associazioni ambientaliste in più di 35 stati (emblematico il caso dell’ambientalista e attivista honduregna Berta Isabel Cáceres Flores, leader del popolo indigeno Lenza, assassinata dopo anni di minacce nel marzo del 2016).

Indigenous Enviromental Network (IEN) è un’alleanza di popolazioni indigene che credono nel rispetto della legge naturale, delle tradizioni e dei costumi ancestrali. Nata negli anni ’90 del secolo scorso negli Stati Uniti, l’associazione riunisce individui e comunità indigeni nello sforzo comune sui temi economici e ambientali. Le attività promosse dall’IEN riguardano l’educazione delle comunità tribali per la protezione dei siti sacri, del territorio, dell’acqua e delle altre risorse naturali, e per lo sviluppo di comunità sostenibili economicamente. Fra gli obiettivi, l’inclusione dei giovani e degli anziani in tutte le fasi del lavoro e la protezione dei valori propri delle comunità indigene, nel rispetto della natura.

Dalla sua fondazione sono stati molti i progetti promossi dall’IEN e portati avanti con successo per la difesa dell’ambiente. Fra questi il contrasto alla deforestazione, all’inquinamento da centrali nucleari, alla degradazione ambientale, alla contaminazione da mercurio (provocata dalle centrali a carbone), alla privatizzazione delle risorse idriche, ai danni ambientali derivanti dalla coltivazione e dall’allevamento di organismi geneticamente modificati.

resistenza indigena

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Per i nativi americani, la questione non è solo ambientale ma anche di identità: contrastare il cambiamento climatico e difendere l’ambiente significa anche difendere il loro territorio dalla ‘supremazia bianca’, unendo le forze delle varie comunità:

Le nostre azioni sono più forti se agiamo tutti insieme – spiega Dallas Goldtooth, giovane attivista dell’IEN. – Se ci guardiamo indietro a guardare tutto il lavoro fatto dagli indigeni negli ultimi decenni, si vede l’enorme impatto di queste popolazioni a beneficio di tutto il pianeta.

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Fonte: Indigenous Enviromental Network

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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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