Incendi Chernobyl: ancora non si riescono a domare le fiamme che hanno quasi raggiunto i depositi radioattivi

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Centinaia di vigili del fuoco lavorano interrottamente per spegnere gli incendi che da Vladimirovka, a nord dell’Ucraina, hanno raggiunto la zona di esclusione della centrale nucleare di Chernobyl e secondo i Servizi governativi, le radiazioni hanno superato i livelli di norma, sebbene inferiori rispetto al post disastro. Dopo l’incidente del 1986, la zona vicino la centrale era stata evacuata per quasi 30 chilometri. Ma adesso, il fuoco che ha raggiunto Pripyat, città che si trova proprio in questo raggio controllato, desta molta preoccupazione.

A lavoro ci sono circa 400 vigili del fuoco, 100 autobotti, due elicotteri e 3 Canadair ma ad oggi, le fiamme non si riescono a domare. Gli incendi, iniziati il 4 aprile, hanno già bruciato 3mila ettari all’interno del perimetro dell’impianto che ha vissuto la peggiore catastrofe nucleare della storia. Una perdita immensa di biodiversità e la morte di tantissimi animali selvatici; si lavora per impedire che il rogo arrivi proprio dopo il perimetro recintato.

“La situazione è critica. La zona sta bruciando. Le autorità locali riferiscono che tutto è sotto controllo, ma il fuoco cattura rapidamente nuovi territori. Ci sono due opzioni: o non si mostra la situazione reale o hanno scelto di tacere come nel 1986”, scrive sul proprio profilo Facebook Yaroslav Yemelianenko, un membro del Consiglio pubblico dell’Agenzia di Stato per la gestione Zona di esclusione. “Ora l’incendio ha raggiunto Pripyat ed è a due chilometri dallo stoccaggio dei rifiuti radioattivi “Pídlísnij”, dove si trovano i rifiuti radioattivi più attivi di tutta la zona di Chernobyl e da Chernobyl stessa”, continua.

Nonostante il lavoro, il vento purtroppo sta spostando velocemente le fiamme. Proprio sull’incendio indagano le autorità per stabilirne la natura. Le autorità ucraine ritengono che tutto sia partito da un uomo che stava bruciando erbaccia senza alcuna precauzione e come indagato c’è un ragazzo di 27 anni. Yemelianenko però non nega le preoccupazioni denunciando che esiste una sorta di silenzio sulla gravità della situazione. Anche Greenpeace denuncia che gli incendi siano molto più estesi di quanto comunicato dalle autorità. La spiegazione a tutto ciò potrebbe celarsi dietro al fatto che da Pripyat partono le visite turistiche “in sicurezza” che hanno fornito entrate consistenti per la cittadina, soprattutto dopo il successo della miniserie della HBO sul disastro.

“Se vai alle pagine di Gabinetto, DSNS e profilo deržustanov, dicono che è tutto sotto controllo e va tutto bene. Brucia lì ma va bene così. E il fatto che questa serie di incendi dolosi che sembra molto un atto terroristico, sta interessando a livello internazionale, va bene. I volontari e i giornalisti non sono autorizzati al posto”, chiosa.

Il cielo è diventato una nube tossica:

In questo video le immagini strazianti degli animali che hanno perso la loro casa:

Gli esperti spiegano che non è raro che il fumo degli incendi possa diffondere particelle radioattive quando la vegetazione che ha assorbito quella radiazione brucia. Le autorità però continuano ad assicurare che non ci saranno livelli di radioattività non sicuri, secondo le proiezioni di ieri del Centro scientifico e tecnico statale per la sicurezza nucleare e radiologica. Come sappiamo, l’impianto era stata sigillato nuovamente nel 2016 con acciaio per impedire la fuoriuscita di radiazioni. E anche se le autorità ripetono che tutto sotto controllo, il 6 aprile nell’epicentro dell’incendio, è stato registrato un livello di radioattività 16 volte superiore al normale.

Non è la prima volta che gli incendi interessano la zona vicino la centrale di  Chernobyl a causa del disboscamento illegale. Si teme infatti che all’origine degli incendi dolosi vi sia la vendita clandestina di legname, che alimenta un giro d’affari di decine di milioni di dollari all’anno e non una semplice svista di erbacce bruciate.

Fonti: Yaroslav Yemelianenko/Facebook / Censor.net/ El Pais/

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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