Tutti vicino alla Sardegna: al via gara di solidarietà per raccolte fondi. Ma chiediamo più prevenzioni e controlli

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La Sardegna brucia. In queste ore sui social sono state lanciate delle raccolte fondi per sostenere il popolo sardo che sta vivendo momenti di terrore: oltre 20mila ettari distrutti e centinaia di sfollati. L’Italia, come sempre, abbraccia la solidarietà, ma sono in tanti quelli che chiedono più prevenzione, controlli e una presa di coscienza e responsabilità della politica.

Da oltre 60 ore, si lavora per spegnere il gigantesco incendio scoppiato nel Montiferru, nell’Oristanese. Le operazioni sono rese più difficili dal vento di scirocco che ieri ha alimentato i roghi per tutta la giornata. Il bilancio è pesantissimo, i danni sono incalcolabili in termini di perdita di biodiversità e di esseri viventi.

In queste ultime ore, il governatore Christian Solinas ha annunciato che scriverà al presidente Mario Draghi per chiedere al Governo “un sostegno economico immediato per ristorare i danni e che una quota del PNRR sia subito destinata alla Regione per un progetto di riforestazione.

Ma nel frattempo che il Governo si mobili, online è già partita la gara di solidarietà. Su Gofundme, le Acli Provinciali di Oristano hanno aperto una campagna di raccolta fondi da destinare completamente al sostegno di questi territori arsi dal fuoco.

“Siate generosi e partecipate numerosi nel sostenere chi si trova ora in uno stato di bisogno”, è  l’invito della presidente Daniela Masia. “Visto l’anno pandemico di grande difficoltà economica, invitiamo chi non potesse partecipare economicamente, alla massima diffusione di tale campagna di raccolta fondi sui media e sui social”.

Sono già stati raccolti oltre 10mila euro che verranno destinati, come si legge nella campagna, ad attività commerciali, alle aziende e ai privati cittadini colpiti da questa emergenza.

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Un’altra raccolta è quella dell’associazione Sardegna in Tuscia che pubblica l’IBAN:
IT36X 14503 00002 10430 13 con causale “Emergenza incendi in Sardegna”.

Come sempre, come dicevamo, il popolo italiano risponde all’appello e sono centinaia coloro che stanno aiutando. Ma il problema sta a monte. Gli incendi che siano in Sardegna, in Calabria, in Sicilia, tanto per citare alcuni esempi di territori più a rischio, si verificano puntuali ogni estate. Incendi che per la maggior parte delle volte vengono additati come dolosi, è possibile che non ci siano piani di prevenzione adeguati? Controlli a tappeto?

Tra le vittime innocenti ci sono anche tantissimi animali, come questo gregge di pecore (attenzioni immagini che potrebbero urtare la vostra sensibilità):

Nell’agosto del 1994 la zona del Montiferru era stata già colpita da un gravissimo incendio, risultato poi doloso, che aveva in gran parte distrutto i boschi di Seneghe, Bonarcado, Cuglieri, Santu Lussurgiu e Scano Montiferro. 

Possibile che la storia non ci insegni niente? Eppure c’è una consapevolezza da parte dei cittadini su quelle che sono le responsabilità della politica e i commenti sotto la raccolta fondi rimandano a uno scenario ben preciso:

“Sono calabrese e capisco profondamente il dolore dei sardi in questo terribile momento. La prevenzione degli incendi nei luoghi più a rischio, è fallimentare. Non si può continuare ad assistere impotenti a queste tragedie. #Sardegna #maledetti #Oristano #sardegnabrucia”, scrive un utente.

E un altro: “Abbiamo depotenziato il controllo e la sicurezza facendo confluire la Forestale nei Carabinieri, #Oristano è la logica conseguenza di scelte politiche folli. P.s. Opera del Governo #Renzi. #26luglio

A sostegno delle popolazioni colpite dagli incendi devastanti degli ultimi giorni, l’UCI lancia l’iniziativa solidale:

“Le nostre genti non si piegano, forti della loro Identità e di tanto coraggio per sostenere e vincere le sfide, che sempre più frequenti ostacolano il loro cammino! L’UCI ha attivato immediatamente la macchina della solidarietà: intendiamo restituire fiducia e dignità al mondo rurale sardo, quello delle campagne, delle realtà produttive che, spesso da sole, fanno mercato, difendono e rilanciano il Made in Italy, risvegliando quel sentimento di identità nazionale che in questi giorni di competizioni olimpiche tanto ci rende orgogliosi”, spiega l’Unione Coltivatori Italiani.

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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