Ikea perde la certificazione FSC per aver tagliato alberi secolari in Carelia

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Nuovi problemi in vista per Ikea. Alla multinazionale svedese dell’arredamento è stata sospensione la certificazione FSC, ottenuta nel 2006 dal Forest Stewarship Council, perché acusata di aver utilizzato legno derivante dall’abbattimento di migliaia di ettari di foreste, con alberi di almeno 600 anni, in Carelia, una zona di confine tra Finlandia e Russia.

La vicenda mette in seria discussione le scelte sostenibili di Ikea nell’approvvigionamento del legname per la realizzazione degli ormai famosi mobili facili da trasportare e da assemblare. Si tratta di una nota davvero negativa per la multinazionale svedese, che si rende in questo modo complice dell’abbattimento di antiche foreste, veri e propri polmoni verdi del Pianeta. Le accuse al riguardo avevano avuto inizio già nel 2012. Ikea avrebbe dovuto rivolgersi a fornitori che sapessero offrire maggiori garanazie. Ad aver agito senza rispettare le regole è Swedwood, azienda consociata che rifornisce Ikea di legname, che avrebbe abbattuto alberi secolari attuando pratiche non di certo sostenibili.

Di conseguenza, il Forest Stewardship Council, che promuove la gestione responsabile delle foreste in tutto il mondo, non ha potuto che sospendere la certificazione che garantisce la provenienza sostenibile del legname impiegato da Ikea per il proprio ciclo produttivo.

Il legname proveniente da Russia e Finlandia non sarebbe dunque per nulla sostenibile. La decisione è avvenuta a seguito di alcune operazioni di controllo svolte proprio dal Forest Stewardship Council nella zona della Carelia, dove si trova una delle più vaste foreste d’Europa.

L’autorità per la certificazione FSC non permette che il legname provenga da alberi antichi ed avrebbe individuato, nel caso di Ikea, diverse violazioni delle regole previste per ottenere e mantenere lo status di azienda sostenibile per quanto riguarda le forniture di legname, come riporta il Sunday Times.

Simon Counseil, direttore esecutivo di Rainforest Foundation UK, si è mostrato rammaricato per l’operato di Ikea e per il fatto che il legname proveniente da antiche foreste sia stato utilizzato per la produzione di mobili a basso costo. Ikea utilizza l’1% delle risorse di legname presenti nel mondo per la propria attività ed ha raggiunto un fatturato di circa 2,7 miliardi di sterline lo scorso anno, ma a quale prezzo per il Pianeta?

Il colosso svedese ha infatti puntato fortemente sulla presunta sostenibilità dei propri prodotti per incrementare il mercato e fornire un’immagine green del proprio operato. Tutto sarebbe proseguito senza problemi se la provenienza del legname utilizzato da Ikea fosse risultata davvero sostenibile.

Ora Ikea promette che farà tutto il possibile per ottenere di nuovo la certificazione FSC e di avere già agito per porre rimedio almeno in parte ai danni causati. La multinazionale ha dichiarato di voler risolvere al più presto la questione e che contribuirà allo sviluppo sostenibile e alla gestione responsabile delle foreste in Russia, con particolare riferimento alla Carelia, proprio grazie al contributo di organizzazioni come FSC. Ci auguriamo che le promesse non siano solo parole e che le autorità per la certificazione si occupino di eseguire controlli più frequenti e severi. In caso contrario, Ikea rischia di perdere del tutto la propria credibilità nei confronti dei consumatori più attenti all’ambiente. La multinazionale svedese deciderà forse di rivolgersi ad un nuovo fornitore?

Ma soprattutto, ridurre lo spessore della libreria Expedit sarà sufficiente a porre rimedio ai danni causati alle foreste e a salvare gli alberi?

Marta Albè

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Life Coach, insegnante di Yoga e meditazione. Autrice del libro “La mia casa ecopulita” edito da Gribaudo - Feltrinelli editore.
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