Quest’iceberg gigante si è staccato dall’Antartide, ed è 5 volte più grande di Manhattan 

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Un iceberg circa 5 volte più grande di Manhattan si è staccato dall’imponente ghiacciaio Pine Island nell’Antartide occidentale nelle ultime ore. Un’ulteriore prova del costante e veloce ritiro di questa massa di ghiaccio.

Come molti altri ghiacciai dell’Antartide, Pine Island si sta ritirando sempre più velocemente. Anche se quello che si è staccato non è un iceberg da primato, di certo non il più grande del mondo, è il sesto a spezzarsi da quella piattaforma dal 2001. La prova della continua instabilità dei ghiacciai circondati dai mari in alcune parti del continente ghiacciato.

A settembre, lungo il ghiacciaio Pine Island era apparsa una spaccatura di circa 30 km. Poco dopo, si è staccata una porzione di circa 300 kmq.

Stef Lhermitte, geoscienziata della Delft University of Technology dei Paesi Bassi che segue da vicino il ghiaccio dell’Antartico, ha twittato che il fronte del ghiacciaio, dove il ghiaccio incontra il mare, si è ritirato di circa 5 chilometri verso l’entroterra rispetto agli ultimi decenni.

E la spiegazione c’è. Le masse ghiacciate come Pine Island fanno maggiormente i conti col riscaldamento degli oceani dovuto all’aumento globale delle temperature. L’acqua marina più calda ne provoca lo scioglimento non solo dall’esterno ma anche dall’interno, facendo sì che gli iceberg si stacchino con maggiore frequenza rispetto al passato.

A causa della una combinazione del riscaldamento dall’oceano sottostante e delle temperature dell’aria superiori, è più probabile che il ghiaccio interno collassi, facendo crescere i livelli marini.

Determinare la quantità delle future perdite di ghiaccio dall’Antartide è molto difficile. Una recente ricerca pubblicata su Nature Climate Change, ha rilevato che le perdite di ghiaccio dall’Antartide sono aumentate negli ultimi 25 anni e che il 40% del contributo al livello del mare nel continente si è verificato negli ultimi 5.

L’Antartide ha perso 1,883 miliardi di tonnellate di ghiaccio tra il 2007 e il 2017, una quantità ben più elevata rispetto a quanto stimato dagli scienziati in un rapporto pubblicato nel 2013.

Secondo i ricercatori, il fatto che il ghiaccio dell’Antartide venga corroso anche dall’interno non farà che velocizzarne la scomparsa.

“All’inizio degli anni 2000 era circa ogni 6 anni, ma la frequenza di distacchi è aumentata dal 2013. Gli iceberg risultanti si disintegrano anche più rapidamente” sostiene Lhermitte.

Un circolo vizioso le cui conseguenze sono ben note.

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Francesca Mancuso

Foto: Lhermitte

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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