Guadalupe, uccisa la ragazza che difendeva le foreste messicane

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È stata la prima donna a diventare guardaboschi nel Michoacán e ha speso la sua vita, seppur breve, a difendere gli alberi. Ma nei giorni scorsi il suo corpo è stato trovato accanto alla strada Carapan-Paracho, a circa 100 km da Morelia. Guadalupe “Lupe” Campanur Tapia aveva solo 32 anni e la sua unica colpa era quella di voler difendere le foreste dalle ecomafie e dalla deforestazione selvaggia.

Secondo il Procuratore Generale di Michoacán, la morte di Lupe è avvenuta tra le 36 e le 48 ore prima del ritrovamento del corpo. La famiglia non aveva presentato denuncia per la scomparsa ma le autorità municipali di Cherán erano al corrente del fatto che la giovane non tornava a casa da alcuni giorni.

Lupe è stata strangolata e il suo corpo straziato è stato abbandonato accanto a un’autostrada.

La sua morte ha avuto un impatto duro sulla comunità, poiché la giovane aveva partecipato al processo di trasformazione del comune e aveva iniziato a lavorare per un periodo come ranger oltre ad aver fondato l’organizzazione Ronda Comunitaria.

Il comune indigeno di Cherán, nel Michoacán, è un esempio unico di autogoverno in Messico. Gli abitanti sono insorti sei anni fa contro i loro governanti e contro i criminali che avevano fatto del disboscamento illegale una delle principali attività commerciali della regione. Si sono organizzati creando i loro corpi governativi e hanno istituito dei turni di ronda per prevenire la devastazione delle loro foreste. Gli abitanti che hanno contribuito a trasformare Cherán di solito si riferiscono alla riduzione della violenza come uno dei principali indicatori del successo dell’esperienza: l’ultimo omicidio si era verificato nel 2012.

Per questo, la notizia della morte di Guadalupe è stata un duro colpo per la comunità, che ha rivissuto i tempi in cui gli omicidi erano all’ordine del giorno.

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“Ci ha toccato molto, anche a causa della vita più tranquilla a cui eravamo abituati negli ultimi sei anni”, dice Pedro Chávez Sánchez, membro del Consiglio Superiore di Cherán.

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La notizia della morte di Guadalupe è volata via velocemente dai confini del Messico e ha fatto il giro dei social network, dove in tanti hanno chiesto giustizia per la giovane.

Tuttavia, saranno necessarie ulteriori indagini per trovare i colpevoli. Le autorità statali hanno aperto un’inchiesta per chiarire i fatti.

“Il riconoscimento di ciò che ha fatto per la comunità deve essere tramandatoha scritto il Consejo de Jóvenes Cherán K’eri di cui Lupe faceva parte. “Fa ancora più male perché è stata una delle giovani donne che ha osato fare ciò che voleva, sfidando i poteri senza avere paura di dire quello che pensava… Come comunità continueremo a chiedere giustizia”.

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Un’altra vita rubata.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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