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Via le Grandi Navi da Venezia? Ecco come stanno realmente le cose

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Non è bastata una pandemia per lo mezzo per far desistere la grandi compagnie crocieristiche a non passare nella laguna di Venezia e nemmeno a tanto sono i valsi due decreti: 9 anni fa il Clini-Passera, che aveva vietato il passaggio dei natanti con più di 40mila tonnellate davanti a Piazza San Marco e lungo il Canale della Giudecca, e quest’anno il decreto varato a marzo, che dava il via libera alla legge secondo cui l’approdo definitivo delle Grandi Navi a Venezia dovrà essere progettato e realizzato soltanto fuori dalla laguna.

Insomma, dopo 17 mesi di stop causa Covid si è rivisto il profilo di un gigante del mare passare sprezzante in quella laguna, con buona pace di qualsiasi tipo di divieto o protesta dei cittadini. La ripartenza l’ha battezzata la Msc Orchestra, che nel primo pomeriggio del 5 giugno appena trascorso ha preso la via dell’Adriatico, passando proprio davanti al Bacino di San Marco.

Il governo della transizione ecologica ci ha preso in giro. Ci hanno raccontato di aver bandito le grandi navi dalla laguna, ecco qua il risultato: tutto è come prima, dicono le migliaia di persone del Movimento No Grandi Navi che si erano date appuntamento a Venezia proprio nel pomeriggio del 5 per contestare la partenza della nave della Msc Crociere. Hanno anticipato la partenza di un’ora e mezza per non fare vedere la protesta ai croceristi – spiega Tommaso Cacciari del movimento, mentre decine di barchini di manifestanti hanno “accompagnato” la nave lungo il canale della Giudecca.

E non solo, mentre si pensa alla progettazione del nuovo porto esterno alla laguna, sarebbe comunque valsa l’indicazione già assunta dal Comitatone del 21 dicembre 2020: quando il traffico turistico potrà riprendere, si diceva, dovranno essere dirottate sulle banchine industriali di Porto Marghera. Le navi potranno percorrere il Canale dei Petroli, entrando dalla bocca di porto di Malamocco, proseguire per il canale Nord di Marghera e qui attraccare. 

La sua storia e la sua bellezza l’hanno resa famosa (la Laguna di Venezia, ndr), la sua delicatezza, la sua fragilità hanno aumentato la consapevolezza e l’attenzione di chi la attraversa. In tutto il mondo la battaglia contro le grandi navi è una battaglia che non può essere persa, e ne abbiamo avuto conferma quando pochi mesi fa abbiamo avuto bisogno di un grandissimo aiuto e la solidarietà che ci ha travolti è arrivata – letteralmente – da ogni angolo del pianeta. Tutto il mondo deve sapere che la nostra città viene tenuta ostaggio dei comodi di poche compagnie private: non è più accettabile!
 
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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