Golfo del Messico, la BP patteggia i 4,5 miliardi. Si conclude il processo penale

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Si chiude con la condanna alla British Petroleum la prima parte del processo per il disastro causato nel 2010 dalla Deepwater Horizon, nel Golfo del Messico. La Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Orientale della Louisiana ha infatti accolto le richeste di patteggiamento avanzate lo scorso novembre dalla BP.

4 miliardi e mezzo di dollari, pagati in cinque anni. Inoltre, come indicato dalla stessa società, la BP nominerà un tutor per il monitoraggio della sicurezza con una durata di quattro anni. 11 i capi d’accusa contro la BP tra cui l’omicidio colposo per il disastro ambientale più grave della storia degli Stati Uniti. In udienza, ieri, Luca Keller, vicepresidente della BP America, ha affrontato la Corte e le famiglie delle vittime della tragedia della Deepwater Horizon e ha ribadito il profondo rammarico della società e le scuse per quanto accaduto a causa dell’incidente.

Siamo profondamente dispiaciuti per la tragica perdita degli 11 uomini e degli altri che sono rimasti feriti quel giornoha detto Keller. “La nostra dichiarazione di colpevolezza chiarisce che BP comprende e riconosce il suo ruolo in quella tragedia“. E aggiunge: “BP è dispiaciuta anche per il danno all’ambiente che provocato dalla fuoriuscita“.

Si chiude così, con questa decisione, il processo penale. Ma resta ancora la causa civile. Adesso la società dovrà vedersela con i giudici per aver violato il Clean Water Act, una legge federale che punisce chi contamina le acque. Per effetto di legge, la condanna per un reato legato al Clean Water Act innesca una interdizione legale, nota anche come l’interdizione obbligatoria che impedisce ad una società di stipulare nuovi contratti o leasing con il governo degli Stati Uniti.

Già lo scorso novembre, l’EPA (Environmental Protection Agency) ha annunciato una sospensione temporanea di numerosi atti legati alla BP, tale sospensione temporanea impedisce a queste persone di entrare in nuovi contratti governativi, di avere borse di studio e altre operazioni coperte dal governo degli Stati Uniti. A seguito dell’azione giudiziaria di ieri, questa sospensione temporanea potrà dunque essere mantenuta o trasformata in interdizione.

La BP ha già sborsato oltre 24 miliardi di dollari per i risarcimenti e la pulizia delle acque sporcate dalla fuoriuscita di petrolio. I due alti ufficiali di BP a bordo della piattaforma di perforazione Deepwater Horizon, Robert Kaluza e Donald Vidrine, sono stati accusati di omicidio colposo in relazione alla morte delle vittime, e David Rainey, ex vicepresidente, è stato accusato di false dichiarazioni e di aver sottovalutato la velocità con cui il petrolio è fuoriuscito dalla piattaforma.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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