In Florida vietato parlare di global warming e cambiamenti climatici sulle comunicazioni ufficiali

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Vietato dire “cambiamento climatico” e altre simili parole in Florida. Proprio così, nello stato degli Usa meridionali “riscaldamento globale”, “sostenibilità”, “aumento del livello del mare” sono espressioni che tutte le comunicazioni ufficiali delle agenzie per l’ambiente in Florida non potranno più contenere.

A svelarlo è un’inchiesta del Florida Center for Investigative Reporting e l’imposizione arriverebbe dal governatore Rick Scott, che avrebbe deciso di bandire le espressioni “cambiamento climatico” o “surriscaldamento globale” o altre, consigliando agli scienziati e agli esperti del Dipartimento per la Protezione ambientale di limitarsi a trattare argomenti “reali”. Il perché? L’unico effetto di quelle parole sarebbe soltanto quello di generare un falso allarmismo, anche perché dei cambiamenti climatici “non sarebbe nemmeno colpa dell’uomo“.

SPORCA POLITICA – L’indagine sottolinea come nel rapporto sulla situazione delle coste e degli Oceani in Florida (che è tra l’altro uno degli stati più a rischio dal punto di vista climatico) precedente al mandato di Scott, i cambiamenti climatici venissero citati 15 volte. Nell’edizione 2014-15, invece, non vengono mai citati, se non in note sui rapporti precedenti. Via quindi dai report, dalle comunicazioni ufficiali e dalle email, ma si tratta comunque di un divieto non scritto E divulgato con il passaparola, che avrebbe a che fare con la corsa alla Casa Bianca 2016.

A contrastare le teorie secondo cui i cambiamenti climatici derivano dalle azioni umane sono i repubblicani. Già il predecessore di Scott, Jeb Bush si dichiarava scettico nel 2009 e sarà in corsa per la Casa Bianca, mentre il senatore Marc Rubio, altro contendente, affermava di non credere affatto che fosse l’uomo il responsabile dei cambiamenti climatici.

Paradossale, davvero. Con i suoi 2mila km di coste, la Florida sta conoscendo un aumento del livello del mare intorno alle sue coste de 30% negli ultimi 85 anni e molti tratti, come le Everglades, sarebbero seriamente a rischio se l’innalzamento del mare nei prossimi decenni non dovesse essere fermato. Oltre ad alcune importanti città.

E no, non è colpa mica dell’uomo se New York viene affossata da una tempesta di neve e l’uragano (per dirne uno su tutti) ha devastato New Orleans. No, no.

Prima regola del Fight Club: non si parla del Fight Club“, gente. E magari i repubblicani avessero ragione!

Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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