L’ombra dei glitter sull’ambiente: ecco dove vanno a finire quando lavi le magliette (e non solo)

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Luminosi e davvero carini, ma quanto costano all’ambiente? I glitter che abbiamo su vestitini e maglie d’ogni forma e di cui sono pieni anche i nostri trucchi sono in realtà un vero danno per il nostro Pianeta: come tantissimi altri prodotti, contengono microplastiche che dall’abbigliamento e dal nostro viso finiscono nelle nostre acque e inquinano tutto l’ecosistema marino. E non va meglio nemmeno con le alternative biodegradabili.

A lanciare l’allarme brillantini è lo studio “All that glitters is litter? Ecological impacts of conventional versus biodegradable glitter in a freshwater habitat” pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Hazardous Materials, secondo cui gli impatti dei lustrini fabbricati con polietilentereftalato (PET) convenzionale sulla biodiversità e sul funzionamento degli ecosistemi sono molto alti.

Già nei mesi scorsi avevamo posto l’accento su una serie di pericoli ambientali che corriamo con l’utilizzo di glitter attraverso i capi d’abbigliamento, oppure ombretti e rossetti ma anche i tantissimi accessori per capelli e feste: quando non servono più, vengono via con l’acqua che poi finisce nei mari e nei laghi, diventando un serio pericolo. Le microplastiche sono legate tra loro con il polietilene tereftalato (PET), una sostanza da tenere sotto controllo, perché, secondo gli esperti, potrebbe compromettere il sistema endocrino e quindi avere degli effetti negativi per lo sviluppo riproduttivo, neurologico e immunitario.

Lo studio

I ricercatori dell’Applied ecology research group della School of life sciences dell’Anglia Ruskin University sono stati i primi ad esaminare l’impatto dei lustrini sugli habitat di acqua dolce esaminando come 6 tipi di glitter abbiano influenzato la crescita delle piante da laghetto e delle alghe microscopiche e rilevando che dopo 36 giorni “la presenza di glitter dimezzava la lunghezza delle radici delle lenticchie d’acqua (Lemna minor) , mentre i livelli di clorofilla nell’acqua erano tre volte inferiori rispetto alle condizioni di controllo, indicando livelli ridotti di fitoplancton o microalghe”.

Come dicevamo, i glitter tradizionali sono una microplastica costituita da un nucleo di plastica formato da un film di poliestere PET, che viene rivestito con alluminio e poi ricoperto da un altro sottile strato di plastica. Come per altre forme di microplastiche monouso, si sta tentando di eliminare gradualmente i lustrini in PET con alternative più biodegradabili, una versione delle quali ha un nucleo di cellulosa rigenerata modificata (MRC), proveniente principalmente da alberi di eucalipto, ma ancora rivestito con alluminio per la riflettività e poi imballato in un sottile strato di plastica. Un’altra alternativa è la mica glitter, che viene sempre più utilizzata nei cosmetici.

Ma siamo ancor ben lontani da una efficace ecosostenibilità. Gli studiosi guidati da Dannielle Green, infatti, hanno scoperto che gli effetti della MRC e mica glitter sulla lunghezza delle radici delle lenticchie d’acqua e sui livelli di clorofilla sono quasi identici a quelli dei lustrini tradizionali e che “l’unica differenza significativa è stata un duplice aumento dell’abbondanza di lumache di fango della Nuova Zelanda (Potamopyrgus antipodarum) nell’acqua contenente il glitter MRC biodegradabile”, si legge nello studio.

glitter impatto

©Journal of Hazardous Materials

Generalmente, queste lumache si trovano proprio nelle acque inquinate e in Europa sono una specie aliena invasiva e  un loro aumento può danneggiare gli ecosistemi perché possono sostituire le specie autoctone.

Molte delle microplastiche trovate nei nostri fiumi e oceani hanno impiegato anni per formarsi, poiché i pezzi di plastica più grandi si rompono nel tempo. Tuttavia, il glitter è una microplastica già pronta che si trova comunemente nelle nostre case e, in particolare attraverso i cosmetici, viene dilavato via nei nostri lavandini e nel sistema idrico”.

Questo è il primo studio completo a esaminare gli effetti dei lustrini in un ambiente di acqua dolce e dimostra come sia i lustrini convenzionali che quelli alternativi possono avere un grave impatto ecologico sugli ecosistemi acquatici in un breve periodo di tempo. Insomma, tutti i tipi, compresi i cosiddetti glitter biodegradabili, hanno un effetto negativo su importanti produttori primari che sono la base della rete alimentare, mentre i glitter con un nucleo di cellulosa biodegradabile hanno un impatto aggiuntivo nell’incoraggiare la crescita di una specie invasiva.

“Riteniamo che questi effetti potrebbero essere causati dal percolato dei lustrini, forse dal loro rivestimento in plastica o da altri materiali coinvolti nella loro produzione – conclude la Green – e la nostra ricerca futura esaminerà questo aspetto in modo più dettagliato”.

Fonte: Journal of Hazardous Materials

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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