Gli attivisti non sono criminali. Il video di Greenpeace

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Azioni pacifiche sanzionate pesantemente con multe salate o limitazioni della libertà personale. Per richiamare l’attenzione su questo tema e urlare a mondo e istituzioni che chi manifesta per l’ambiente non è un criminale, Greenpeace – che di blitz “colpisce e perisce” – , ha lanciato oggi un video che, attraverso la parodia di una nota pubblicità di carta di credito”, invita tutti a difendere il proprio diritto democratico di poter protestare pacificamente.

Tanto più che si tratta di proteste che hanno lasciato il segno e contribuito a cambiare le cose. Non a caso lo spot recita proprio “difendere il pianeta non ha prezzo, per tutto il resto c’è Greenpeace”.

Solo negli ultimi tre anni Greenpeace Italia è stata sanzionata 4 volte. Così se la protesta nelle centrali a carbone durante il G8 nel 2009 è costata a Greenpeace 20.520 euro, l’azione in piazza di spagna a Roma per protestare contro i paesi balenieri ben 9.065 euro. Il blitz contro il campo OGM a Pordenone, invece, ha fatto sborsare la bellezza di 86.250 euro, mentre l’ultima protesta davanti Palazzo Chigi durante la conferenza di Durban è stata sanzionata addirittura con l’esilio del responsabile del Clima Salvatore Barbera, bandito da Roma per due anni.

Protestare pacificamente contro la distruzione dell’ambiente non è un reato ma un atto di responsabilità civile – dichiara Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia – Trasformare l’esercizio di un diritto democratico in un crimine è inaccettabile: ci difenderemo nelle sedi competenti

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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