Il Giappone smantella 2 reattori della centrale Fukui, i più potenti ad essere chiusi dopo Fukushima

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Fukushima: l’Autorità di regolamentazione del nucleare in Giappone ha approvato i piani per la disattivazione di due reattori nella prefettura di Fukui. Si tratterà dei più potenti ad essere dismessi dall’incidente nucleare del marzo del 2011. Una mossa che, pare, l’operatore Kansai Electric Power abbia deciso di fare di fronte agli alti costi della messa in sicurezza.

Saranno di fatto circa 119 miliardi gli yen, quasi un miliardo di euro, che l’operatore sborserà per smantellare le unità 1 e 2 della centrale nucleare di Oi, con un lavoro che dovrebbe concludersi, secondo quanto si legge, nel marzo 2049.

Le unità, attive dal 1979 ciascuna con una capacità di uscita di oltre 1 milione di chilowatt, avevano da poco superato il limite dei 40 anni imposti dall’esecutivo dopo la catastrofe di Fukushima. A seguito del disastro, infatti, il governo ha fissato un limite di 40 anni alla durata della vita dei reattori nel Paese, con una possibile proroga di 20 anni se vengono rispettati severi standard di sicurezza.

Kansai Electric ha potuto scegliere se richiedere l’estensione o spegnerle definitivamente, mentre le unità n. 3 e 4 dell’impianto sono state messe in regola rispettivamente nel 1991 e nel 1993 e sono attualmente attive.

Dal processo di smantellamento usciranno fuori quasi 23mila tonnellate di materiali a basso contenuto radioattivo, oltre ad altre 13mila tonnellate di rifiuti privi di elementi radioattivi. Dove verranno posizionati i rifiuti? Non è dato saperlo.

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Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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