Giappone, allarme nucleare, Fukushima: ordinato il controllo della radioattività anche nelle scuole

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L’emergenza nucleare in Giappone cresce di ora in ora. Dopo la notizia della decisione presa dalla Tepco di proveniente dalla centrale di Fukushima, oggi a preoccupare i rappresentanti governativi della Prefettura di Fukushima è il timore che le radiazioni possano colpire le categorie più deboli, cioè i bambini.

Per questo, nelle scorse ore i dirigenti amministrativi del territorio hanno iniziato il monitoraggio nei campi da gioco delle scuole presenti nella provincia. Fra domani e giovedì, 1400 edifici – fra scuole materne e scuole elementari – saranno controllati per misurarne la radioattività.

I tecnici della Tepco e del Governo di Tokyo, indica una nota della Bbc diffusa nelle scorse ore, tengono a sottolineare che per i bambini tenuti lontani dalla zona vietata attorno alla centrale – e che si estende su un raggio di 30 km dall’impianto Non dovrebbero esserci rischi”. Tuttavia, il condizionale è d’obbligo. Ed è lo stesso pensiero che hanno avuto i dirigenti della Prefettura, tanto che è stata ordinata la massiccia campagna di controlli agli edifici scolastici del territorio.

Intanto, la decisione della Tepco di riversare nelle acque dell’Oceano pacifico le 11500 tonnellate (almeno) di acque radioattive provenienti da Fukushima, continua a destare polemiche e preoccupazioni: tutte sensazioni che si sommano allo sdegno provocato dalla notizia che la Tepco sapeva da tempo il rischio di uno tsunami a breve termine. L’Agenzia giapponese per la Sicurezza nucleare ha precisato, attraverso il portavoce Hidehiko Nishiyama, che il versamento delle acque contaminate è stato autorizzato, come ultima soluzione e in misura eccezionale,Per i bassi livelli di radioattività riscontrati”.

Tuttavia, la questione resta di assoluta gravità: la radioattività nello iodio prelevato a campione nell’acqua di mare davanti al reattore numero 2 di Fukushima è 7,5 milioni di volte superiore al limite legale, e il cesio-137 è 1,1 milioni di volte più elevato rispetto al consentito.

Intanto Greenpeace ha inviato in Giappone una seconda squadra di esperti in radioprotezione per monitorare le aree circostanti la centrale di Fukushima dopo che la settimana scorsa la prima squadra aveva riscontrato contaminazioni pesanti anche a 40 chilometri dall’impianto danneggiato. In un primo momento il governo giapponese aveva accusato l’associazione dell’arcobaleno di diffondere dati falsi, ma le misurazioni effettuate da Greenpeace sono state successivamente confermate dall’AIEA.

A tre settimane dal disastro ci sono ancora risposte scarse e contraddittorie da parte delle autorità: la gente è confusa e corre un reale pericolo – denuncia Rianne Teule, esperta di radiazioni per Greenpeace International – Il nostro obiettivo è fornire dati indipendenti per impedire che la verità sulla contaminazione venga nascosta.”

I monitoraggi della seconda squadra verranno effettuati anche su latte e prodotti agricoli.

Piergiorgio Pescarolo

Leggi anche le conseguenze dell’acqua radioattiva nell’oceano

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