Giappone: il ritorno del liberaldemocratico Shinzo Abe riporta il nucleare?

shinzo abe

Vittoria dei liberaldemocratici alle elezioni politiche anticipate in Giappone. È ancora Shinzo Abe, delfino dell’ex premier Koizumi, il nuovo primo ministro, dopo la fallimentare esperienza del biennio 2006-2007. Il suo è un programma ambizioso: portare il Paese fuori dalle recessione in pochi mesi, grazie a una radicale revisione dell’economia. E al mantenimento del nucleare, nonostante il disastro di Fukushima e la promessa dell’

Abe, 58 anni, leader conservatore dei Liberaldemocratici e riferimento dei nazionalisti, è apertamente sostenuto, ad esempio, dall’associazione “Ganbare Nippon” (Forza Giappone), promotrice della più grande protesta pubblica anti-cinese sulla sovranità delle isole Senkaku/Diaoyu. “La vittoria dei Liberaldemocratici è maturata a causa del fallimento dei Democratici nel corso degli ultimi 3 anni“, ha commentato il neo eletto in conferenza stampa, confermando come “la priorità assoluta del governo sarà quella di sconfiggere la deflazione, già con il prossimo extra-budget“.

Favorevole all’energia dell’atomo, il nuovo premier ha battuto, proprio puntando sulla cattiva gestione dell’emergenza dopo il disastro di Fukushima, l’uscente Noda, che ha riconosciuto la disfatta annunciando l’intenzione di lasciare la guida del partito: “è un risultato molto severo, ma è il giudizio del popolo giapponese“, ha detto ai giornalisti. Lo stesso Abe ha ammesso che la sua vittoria è stato più un voto di rifiuto per i democratici, che di fiducia per i liberaldemocratici.

La nostra vittoria questa volta non significa che la fiducia nel Partito liberaldemocratico sia stata completamente ripristinata. Piuttosto, è stata una decisione dell’opinione pubblica di mettere fine alla stagnazione e alla confusione politica degli ultimi tre anni, causate dal malgoverno politico del Partito democratico. Dobbiamo procedere e ottenere risultati“, ha concluso Abe.

La politica nucleare resta, quindi, un fattore importante e delicato per l’economia del paese del Sol Levante, privo di risorse energetiche e ancora implicato in una vicenda che non è per nulla chiusa. Basta considerare l’aspetto giudiziario dell’incidente ancora da chiarire.

Non a caso, le reazioni alla Borsa di Tokyo all’elezione hanno riguardato soprattutto la Tokyo Electric Power, ovvero il colosso delle centrali nucleari, compresa Fukushima. La strada è ancora tutta in salita.

Roberta Ragni

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