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Il geyser più famoso di Yellowstone potrebbe non eruttare più e le conseguenze potrebbero essere molto gravi

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Se le temperature dovessero aumentare di 10° C entro la fine del secolo, l’Old Faithful potrebbe smettere di eruttare e il manto nevoso che alimenta i fiumi a ovest potrebbe scomparire

Uno dei più grandi geyser del Parco di Yellowstone, negli Stati Uniti,  protagonista nel settembre scorso di una spettacolare eruzione, potrebbe spegnersi con conseguenze che potrebbero essere devastanti.

Eppure, quando una squadra di geometri ed esploratori dell’esercito americano tracciarono una mappa di quello che sarebbe diventato lo Yellowstone nel 1870, i geyser e le sorgenti sembravano infiniti, una terra così libera che il Congresso si precipitò a nominarlo il primo Parco nazionale al mondo. Quasi 150 anni dopo, circa 4 milioni di persone visitano il parco ogni anno per vedere il suo geyser più famoso: l’Old Faithful. È uno spettacolo da vedere: decine di migliaia di litri di acqua bollente a centinaia di metri.

Proprio quel geyser, secondo una nuova valutazione del clima e un recente studio della Montana State University, a causa dell’aumento delle temperature, la riduzione delle nevicate e l’aumento della pioggia, potrebbe spegnersi completamente entro la fine del secolo.

Anche se ciò potrebbe minacciare la bellezza naturale del parco, significa anche che un ecosistema tre volte più grande del Rhode Island, che si estende per 22 milioni di acri tra Montana, Wyoming e Idaho, deve affrontare una minaccia da cui nessun parco nazionale può proteggere: la temperatura.

La terra dentro e intorno a Yellowstone, spesso chiamata Greater Yellowstone Area, è tra gli ultimi ecosistemi temperati intatti del mondo e comprende due parchi nazionali, cinque foreste nazionali, una mezza dozzina di riserve tribali e una straordinaria biodiversità. È anche un super vulcano che ospita 10.000 strutture idrotermali, tra cui 500 geyser, la più grande concentrazione del mondo. Se le temperature a Yellowstone saliranno entro la fine del secolo, come previsto, questo vasto ecosistema verrà interrotto e quasi sicuramente Old Faithful si spegnerà completamente, mentre il manto nevoso che alimenta i fiumi a ovest potrebbe scomparire.

Ma, secondo lo studio, non è la prima volta che potrebbe accadere: circa 800 anni fa, il caldo estremo e la siccità hanno portato l’Old Faithful a fermarsi completamente per decenni, un cambiamento che ha a sua volta modificato tutto, comprese le specie di piante che crescevano nell’area.

Guardare quello che è successo allora potrebbe essere uno specchio del presente, un modo di guardare indietro per guardare avanti.

Nel rapporto, condotto da Cathy Whitlock e Chris Schiller del Montana State University, si sta cercando di utilizzare il recente passato del parco come una sorta di tabella di marcia per il clima, aiutandoci a prevedere cosa potrebbe accadere dopo. Nel 2018, in laboratorio, il team di Schiller aveva scoperto prove di incendi, siccità e sbalzi di temperatura nel sedimento, indicatori di come questa terra soia cambiata. Il perché rimane poco chiaro, ma sappiamo che le condizioni che hanno portato a questo cambiamento si sono verificate in un periodo di estrema siccità, come oggi.

Ma cosa può dirci questo studio sul futuro?

Il lavoro di Schiller e Whitlock ha mostrato che circa 4mila anni fa, un periodo fresco e umido si è concluso bruscamente e le temperature erano molto simili a oggi. La moderna Yellowstone è nota per le fitte foreste di pini, i vasti bacini di geyser con panorami erbosi che rompono la copertura arborea. 

Quello che sappiamo, dicono, è che il periodo di mega siccità che ha causato il prosciugamento dell’Old Faithful era potenzialmente meno estremo di adesso. Ora stiamo entrando in un clima che sembra ancora più caldo e secco di quei periodi. 

Finora, nessuno è sicuro al 100% se i cambiamenti siano stati causati o meno dal solo clima. Ma con gli alberi che muoiono a causa delle temperature più calde, potrebbe significare meno foreste nei prossimi decenni e un effetto a cascata: meno foreste e radici degli alberi significano più erba e più erosione. L’erba più secca significa meno nutrienti per i principali mammiferi. Meno acqua danneggia anche tutto, dalle specie migratorie e acquatiche ai pascolatori come i bisonti che affrontano una diminuzione dei nutrienti dalle piante secche.

Stiamo affrontando un momento critico, afferma Schiller, riferendosi alla situazione attuale a Yellowstone. Ma il nuovo rapporto sul clima potrebbe avviare la gente del posto per iniziare a discutere dei cambiamenti che li circondano. Tutti sono destinati a essere colpiti se gli ambienti incontaminati e l’acqua che queste montagne producono si prosciugano.

I fiumi Yellowstone, Snake e Green alimentano i principali affluenti dei fiumi Missouri, Columbia e Colorado, vitali per l’agricoltura, le attività ricreative, la produzione di energia e per la fornitura di acqua. L’agricoltura regionale – patate, fieno, erba medica – e l’allevamento del bestiame dipendono dall’irrigazione di fine stagione, minacciata dalla riduzione delle nevicate. E un grande punto interrogativo incombe sulle industrie del turismo e dell’ospitalità in rapida crescita che si affidano ai fiumi e alle aree sciistiche di livello mondiale di Yellowstone.

La traiettoria che prendiamo dipende da ciò che facciamo ora per i gas serra. Entro il 2040, 2050, possiamo appiattire la curva. Quello che faremo nel prossimo decennio è fondamentale. Abbiamo nuove tecnologie, possiamo risolverlo. Serve solo la volontà di farlo, concludono gli esperti.

Fonte: Montana State University

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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