G7 Ambiente: ecco perché il vertice di Bologna è stato un flop

Non sarà ricordato come un G7 Ambiente memorabile, quello di Bologna. Il rappresentante degli Usa Scott Pruitt ha abbandonato il summit in anticipo, in tempo comunque per rimarcare la frattura tra il suo Paese e l’Europa sulle questioni climatiche. Sullo sfondo dell’incontro di Bologna, la decisione di Donald Trump di ritirare gli Usa dall’accordo di Parigi.

Non sarà ricordato come un G7 Ambiente memorabile, quello di Bologna. Il rappresentante degli Usa Scott Pruitt ha abbandonato il summit in anticipo, in tempo comunque per rimarcare la frattura tra il suo Paese e l’Europa sulle questioni climatiche. Sullo sfondo dell’incontro di Bologna, la decisione di Donald Trump di ritirare gli Usa dall’accordo di Parigi.

LA PROTESTA PACIFICA

A movimentare la situazione non potevano mancare i blitz delle associazioni ambientaliste. A Bologna sono comparsi i panda del Wwf in versione pupazzo, simbolo delle specie a rischio che subiscono le conseguenze dei cambiamenti climatici.

“I ricercatori membri del Comitato Scientifico WWF Italia esprimono forte preoccupazione per la situazione attuale e chiedono alle istituzioni italiane una corrispondente accelerazione delle risposte e degli interventi volti alla mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Chiedono misure immediate volte alla conservazione del capitale naturale, base fondamentale del nostro benessere e del nostro sviluppo, che favorisca le connessioni e le infrastrutture verdi del territorio, impedendo l’ulteriore consumo di suolo e lo sviluppo di un piano di protezione efficace ed efficiente per salvaguardare lo straordinario bene comune della biodiversità del nostro paese sul territorio e nel mare. Chiedono interventi immediati volti a ridurre le emissioni di gas climalteranti con una Strategia Energetica Nazionale (SEN) che risponda adeguatamente e senza tentennamenti e con una visione a lungo termine, alla sfida del cambiamento climatico in atto e con strategie e piani di adattamento al cambiamento climatico su tutto il territorio nazionale”. Ai panda comparsi per le strade di Bologna si è poi aggiunto lo striscione “Save the climate, save the human”.

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PARIGI: UN ACCORDO NON NEGOZIABILE. MA GLI USA FANNO DIETRO-FRONT

Il ministro dell’Ambiente italiano Gian Luca Galletti, durante le giornate di Bologna, ha ribadito fermamente davanti ai giornalisti che “per quanto riguarda l’Italia e la stragrande maggioranza dei Paesi l’accordo di Parigi è irreversibile e non negoziabile“. Va precisato che gli Usa non abbandoneranno l’obiettivo di riduzione delle emissioni, ma lo faranno al di fuori dell’accordo di Parigi. Sebbene lo stesso Galletti dichiari che al di fuori dell’accordo manchino gli strumenti per raggiungere il target di contenimento dei gas a effetto serra, il dialogo con gli Usa non si interromperà. D’altra parte parliamo di uno dei più grandi inquinatori del mondo.

“Per combattere il cambiamento climatico ci vuole omogeneità” ha aggiunto Galletti. Ma questo G7 non sarà ricordato come emblema di un mondo coeso di fronte alle minacce del riscaldamento globale. Il simbolo di questa situazione è sicuramente l‘abbandono del vertice di Scot Pruitt: il direttore dell’Epa è partito per un incontro negli Usa, rimanendo però al G7 per presenziare proprio alla sessione più spinosa, quella sul clima, dove appunto si sono registrate sia ledivergenze tra gli Usa e gli altri Paesi sia l’impegno nella riduzione delle emissioni.

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NESSUN PASSO AVANTI AL G7 DI BOLOGNA

Non si è registrato nessun progresso a Bologna rispetto allo scenario già ben noto. “La comunità internazionale è in attesa di un nostro messaggio, messaggio che deve arrivare da un G7 Ambiente al servizio delle popolazioni, dello sviluppo sostenibile e dell’ecologia. Un G7 che cerca di dare valore alle buone esperienze e di moltiplicarle, per una conservazione del Creato, come direbbe Papa Francesco, e uno sviluppo sostenibile del pianeta”: sono le parole di Galletti all’apertura del vertice. Ma un messaggio forte non è arrivato, naturalmente anche per via della posizione degli Usa.

“Su tutti gli altri temi, a parte il clima, c’è accordo completo”, dice Galletti. Ma è abbastanza?

I riflettori ora sono già puntati su Bonn, che ospiterà la Cop23. Qui gli accordi potranno essere firmati non solo tra Stati, ma anche tra città e regioni.

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Anna Tita Gallo

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