Una misteriosa fuoriuscita di petrolio sta devastando 18 chilometri di costa negli Usa: a rischio pesci e biodiversità

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18 chilometri di costa inondati con 2 tonnellate di petrolio hanno scioccato gli Usa. Da un’iniziale perdita registrata lo scorso martedì 20 ottobre, il carburante fossile, altamente inquinante, ha letteralmente devastato le coste dello stato del Delaware. E mentre continuano le operazioni di rimozione si indaga sulle cause del disastro, per ora ignote.

Broadkill Beach l’”epicentro” della tragedia ambientale, da cui poi è partita un’invasione di petrolio stimata di 5 barili, corrispondenti a circa 815 litri, e che interessa 18 chilometri di costa. Il carburante si allarga rapidamente, basti pensare che solo dal 20 al 21 ottobre il tratto è aumentato di 11 chilometri.

Come scrive il Dipartimento statale delle risorse naturali e del controllo ambientale (DNREC) su Twitter, attualmente l’area si estende da Fowler Beach (confinante con il Prime Hook National Wildlife Refuge) fino al lato oceanico del Cape Henlopen State Park a Gordon’s Pond. Molte aree sono chiuse al pubblico in modo che gli equipaggi possano continuare a pulire la costa.

Più di 75 appaltatori, soccorritori DNREC e personale della Guardia Costiera degli Stati Uniti sono sul posto frenare la fuoriuscita, valutarne l’impatto sul litorale e sui corsi d’acqua e per cercare di salvaguardare la fauna selvatica colpita.

“Siamo concentrati sulle operazioni di pulizia e sulla rimozione del petrolio dalle nostre spiagge e dalle nostre comunità costiere il più rapidamente possibile – scrive in una nota il segretario del DNREC Shawn Garvin, che era personalmente sul posto per esaminare le aree colpite – “L’opportunità è la chiave. Vogliamo catturare quanto più petrolio possibile prima che si disperda ulteriormente e provochi maggiori danni ambientali […] Per riuscirci, abbiamo investito risorse aggiuntive nella collaborazione con la Guardia Costiera degli Stati Uniti, nostro partner federale”.

Già a fine martedì 20 ottobre gli equipaggi avevano rimosso circa 2 tonnellate di petrolio e detriti, ma la situazione non è ancora stabile, tutt’altro.

“Attualmente stiamo lavorando per tentare di identificare l’origine del petrolio – precisa Fred Pugh, che sta guidando le operazioni –  e stiamo continuando a lavorare insieme per adattarci e rispondere alla natura dinamica di questa fuoriuscita”.

Si prevede che la pulizia durerà per tutto il fine settimana e se necessario anche nei prossimi giorni. Il DNREC continua a valutare l’entità del disastro con rilievi via elicottero e ha vivamente consigliato alla popolazione di non manipolare alcun prodotto trovato né di tentare di assistere la fauna selvatica colpita lungo la costa.

L’incidente segue il disastro delle Filippine avvenuto appena lo scorso luglio, che ha interessato la foresta di mangrovie di Guimaras, un’area che si stava appena riprendendo dalla più grande fuoriuscita del Paese nel 2006.

Cosa altro deve succedere prima di dare lo stop al petrolio e a tutti i carburanti fossili?

Fonti di riferimento: Delaware News / Delmarva Now / DNREC/Twitter

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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