Come i botti e i fuochi d’artificio di Capodanno aumentano l’inquinamento dell’aria (soprattutto in determinate condizioni meteo)

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Mancano poche ore alla notte di Capodanno e sebbene tante città abbiano detto no ai fuochi d’artificio con ordinanze di divieto (ad esempio Palermo), in tante altre questa sera i botti ci saranno. Avevamo già parlato di almeno 6 buoni motivi per non spararli, ma adesso dalla Federal Environment Agency (UBA) arriva un altro allarme che riguarda proprio la salute.

I fuochi d’artificio di Capodanno poiché sparati in grandi quantità portano ad un aumento dei livelli di particolato, ovvero di particelle solide e liquide inquinanti disperse nell’atmosfera.

Il termine particolato viene comunemente utilizzato per indicare non solo il particolato sospeso, ma anche il pulviscolo atmosferico e le polveri sottili. Quindi oltre a rappresentare un pericolo per adulti, anziani, bambini e soprattutto animali, i fuochi sono altamente inquinanti, specialmente in determinate condizioni meteorologiche e chi si preoccupa per la propria salute, non dovrebbe sottovalutare il problema.

Secondo i ricercatori dell’UBA, nel 2018, la concentrazione media di PM10 delle stazioni di misurazione urbane in Germania era di circa 18 microgrammi per metro cubo. E a ridosso delle prime ore del nuovo anno si erano registrati valori orari di circa 1000 microgrammi di particolato (PM10) per metro cubo di aria. La situazione tende a peggiorare in base alle condizioni meteorologiche.

“Le polveri sottili vengono trasportata dal vento, inquinando anche le zone limitrofe”, spiega Jan Thomsen, portavoce dell’amministrazione ambientale di Berlino.

In generale, quindi la media giornaliera di PM10 nel giorno di Capodanno è “sopra la media”, a volte ben oltre 50 microgrammi per metro cubo di aria e sempre secondo l’Uba circa 4200 tonnellate di polveri sottili saranno nell’aria per colpa dei fuochi d’artificio.

Ma se pensate che il problema sia solo tedesco, vi sbagliate. Gli stessi monitoraggi vengono fatti ogni anno in Italia e dimostrano che nella notte di San Silvestro, il cielo si trasforma in un vero e proprio laboratorio di chimica all’aperto, con un’impennata di Pm10 strettamente collegata al clima e anche se l’effetto è temporaneo (dovuto sia alla combustione che alla composizione dei botti), alla fine ci ritroviamo a respirare rame, zolfo, piombo, alluminio, oltre che potassio, stronzio e bario.

Tutte sostanze che possono causare problemi e patologie quali bronchiti croniche, asma e riduzione della funzionalità respiratoria. Soprattutto perché, non dimentichiamolo, tutte queste sostanze le respiriamo già quotidianamente per colpa del traffico, delle industrie, delle centrali elettriche e delle stufe a legna. Ma secondo l’UBA, i fuochi d’artificio di Capodanno rappresentano circa il 2% della quantità totale di polveri sottili rilasciate nell’anno.

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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