Così i funghi potrebbero cambiare il mondo, dalla purificazione dell’acqua alla fine della plastica

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Non solo cibo: buoni, salutari (ma a volte pericolosi, occhio!) i funghi non sono solo da mangiare. Velenosi o no, infatti, hanno altri impieghi meno conosciuti. E possono cambiare il mondo, sì, rivelandosi un’alternativa green come materiali da costruzione, per la carta, e addirittura come agente di purificazione dell’acqua.

Lo dice da tempo la scienza, che vede nei funghi una speranza. Una review appena pubblicata su Trends in Biotechnology individua in questo straordinario regalo della natura un modo versatile per costruire e plasmare il nostro futuro. Nel rispetto dell’ambiente.

Ecco 6 modi con cui i funghi possono cambiare il mondo in meglio, sostituendo obsoleti e inquinanti materiali per le più svariate applicazioni, oltre che costituendo un ottimo alimento sostenibile (nelle varianti non velenose per noi ovviamente).

Una “pelle” vegetale

Nessun animale viene torturato e ucciso per avere una pelle ottima e sostenibile. Sono già note diverse opzioni: per esempio Muskin, estratta dal cappello del fungo, che può essere lavorata in modo del tutto simile a quella animale tranne per la concia, completamente vegetale. La produce un’azienda di Montelupo Fiorentino, la Grado Zero Experience.

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E se vogliamo un bel paio di scarpe ottime e cruelty free possiamo rivolgerci a Nat-2, con le sue sneakers realizzate con funghi, una ecospugna composta da bottiglie di plastica riciclate, una soletta interna in sughero e la suola in gomma naturale.

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Imballaggi sostenibili

I materiali da imballaggio sono ormai un disastro per il Pianeta: impacchettando qualsiasi cosa con materiali plastici, abbiamo ormai plastica non biodegradabile dappertutto, costituendo un pericolo per gli ecosistemi.

Ma ci salveranno i funghi! Diverse aziende producono infatti ormai delle alternative fungine alle consuete schiume per imballaggi: l’idea sfrutta la capacità del micelio, l’apparato vegetativo dei funghi, di assemblare autonomamente lignina e cellulosa in forti bio-compositi, aumentando così il volume di materiale senza bisogno di molto calore, pressione o energia.

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Case fatte di funghi

I funghi sono utilizzati anche nel settore edile per isolamento, pavimentazione e pannellatura. La ricerca ha rivelato infatti che questi sono forti concorrenti dei materiali commerciali in termini di proprietà di isolamento acustico e termico. Inoltre, l’aggiunta di rifiuti industriali come i fini di vetro (frammenti di vetro frantumato) in queste schiume può migliorarne la resistenza al fuoco.

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Funghi per non tagliare altri alberi

Per non tagliare altri alberi, si può produrre anche la carta dai funghi:  i filamenti fungini contengono infatti chitina, un polimero che si trova anche nei gusci dei granchi e negli esoscheletri di insetti, dalla struttura fibrosa, simile alla cellulosa del legno.

Ciò significa che la fibra fungina può essere trasformata in fogli nello stesso modo in cui viene prodotta la carta. Quando vengono “stirate”, le carte fungine si rivelano tra l’altro più resistenti di molte materie plastiche e non molto più deboli di alcuni acciai dello stesso spessore.

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Per l’acqua potabile

L’acqua potabile scarseggia sempre di più e le tecniche per purificarla sono spesso costose e non sempre molto amiche del Pianeta. Ma anche qui possono aiutarci i funghi: si può infatti modificare la chitina per trasformala in chitosano, ottenendo una membrana ecologica con proprietà di purificazione dell’acqua impressionanti.

“Sebbene la tecnologia non sia stata ancora commercializzata – scrive su The Conversation Mitchell P. Jones, coautore del lavoro – è particolarmente promettente per la riduzione dell’impatto ambientale dei materiali di filtrazione sintetici e per la fornitura di acqua potabile più sicura dove non è disponibile”.

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Una medicina moderna

Antichi quanto il Pianeta, i funghi possono essere usati anche come una potente medicina: i materiali fungini sono stati infatti utilizzati per creare medicazioni con proprietà curative attive delle ferite sfruttando il notevole potenziale biomedico del chitosano. Pur non essendo attualmente in commercio, questi preparati hanno dimostrato di possedere proprietà antibatteriche e di  supporto alla proliferazione cellulare.

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La natura è meravigliosa. Ma noi, questo, già lo sapevamo.

Fonti di riferimento: The Conversation / Trends in Biotechnology  

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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