I funghi mangia inquinamento: bonificheranno i terreni dell’ex Carbonchimica

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Ci sono oltre 5mila funghi che arrivano da tutto il mondo e sono custoditi gelosamente alla Micoteca dell’Università degli studi di Torino. Tra i tanti ci sono anche quelli che mangiano gli inquinanti e potrebbero rappresentare la svolta per i terreni avvelenati.

All’orto botanico torinese ci sono funghi liofilizzati, specie marine e specie che potrebbero combattere la piaga dell’inquinamento. Come sappiamo, i funghi si trovano nel suolo, nell’aria e nell’acqua e sono usati per produrre birra, vino, pane, formaggi e altro.

Ancora, li troviamo nel riciclo dei rifiuti e in campo medico dove i ricercatori ad esempio, stanno sperimentando prodotti alternativi e più naturali. La Micoteca è sostenuta dalla Fondazione Crt e da anni, sta portando avanti anche un progetto che potrebbe rappresentare una svolta a livello ambientale.

L’inquinamento dei corsi d’acqua rappresenta un problema globale, rendendo necessario il trattamento appropriato delle acque reflue industriali e urbani. Oltre ai contaminanti tradizionali come coloranti, ammine, fenoli, metalli pesanti, tensioattivi, nuovi microinquinanti nocivi sono state recentemente scoperti, come interferenti endocrini per la cura personale e prodotti farmaceutici.

“Processi convenzionali sono inefficienti verso questi composti, che, quindi, si accumulano progressivamente in corsi d’acqua. La MUT sta indagando su un approccio alternativo basato sui funghi e il loro modello enzimatico complesso, essendo ambientale e tecnica sostenibile”, si legge sul sito dell’Istituto.

funghi micotica

I funghi mangia inquinamento

Il tutto è già realtà perché alcuni di questi funghi mangia inquinamento saranno usati a Fidenza, laddove sorgeva l’ex Carbonchimica per bonificare i terreni anche dalle bombe della Seconda Guerra mondiale. Il progetto si chiama Life Biorest e ha la finalità di dimostrare l’efficacia di un metodo biologico di riqualificazione di suoli inquinati da sostanze chimiche come idrocarburi e derivati della lavorazione del greggio e del benzene, che rappresentano in Europa il 45% del totale dei contaminanti.

Un metodo basato sull’uso di batteri e funghi naturalmente presenti nel suolo contaminato, al fine di validare un modello applicativo esportabile a livello regionale, nazionale e comunitario. L’investimento complessivo di quasi 1,8 milioni di euro sostenuto da un contributo europeo di circa 970mila euro, consentirà di proporre un protocollo di bonifica e successiva rivegetazione compatibile con l’uso pubblico del suolo.

funghi micotica1

Altri metodi naturali di bonifica dei terreni:

Dominella Trunfio

Foto

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
Naturale Bio

Tè matcha per restare in forma: come introdurlo nella propria dieta

Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook