Fukushima: una mamma lancia petizione contro la sospensione dei sussidi per lasciare la zona

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Essere mamma a Fukushima è sempre più difficile. Lo sa bene Tokiko Noguchi, che poco più di una settimana fa ha ricevuto una brutta notizia: suo figlio è affetto da piccoli tumori della ghiandola tiroidea. Proprio lo stesso giorno di questa triste scoperta, il Governatore della zona del Giappone devastata dall’incidente nucleare ha deciso di sospendere gli aiuti alle famiglie che vogliono lasciare la zona. È stato in quel momento che a Tokiko e alla sua famiglia è caduto il mondo addosso.

Perché loro avevano già deciso di lasciare Fukushima entro pochi mesi, quando la scuola sarebbe finita, per paura degli effetti delle radiazioni sulla salute dei loro figli. Per farlo contavano, ovviamente, sui sussidi che il governo aveva concesso finora a chi voleva andare via da quell’area contaminata. Ora, invece, lei e i suoi bimbi non hanno nessuna via di fuga e continueranno ad essere esposti alle radiazioni. Da qui l’idea di lanciare una petizione su Change.org. per chiedere al Governo di mantenere gli aiuti agli abitanti.

Mi chiamo Tokiko Noguchi e vivo a Fukushima, in Giappone. Ho una figlia a scuola e un figlio disabile. Il nostro piano era quello di andarcene da Fukushima il prossimo anno, quando mia figlia avrebbe finito la scuola, per paura degli effetti delle radiazioni sulla nostra salute“, spiega nel suo appello la donna, continuando a raccontare la sua storia: “il giorno in cui ho saputo che il governo di Fukushima avrebbe smesso di fornire gli aiuti, ho ricevuto un’ altra cattiva notizia: i test del cancro alla tiroide di mio figlio avevano rivelato la presenza di tumori di piccole dimensioni. Sono molto spaventata e preoccupata per come le radiazioni della centrale stiano colpendo i miei figli“.

Sono molte le famiglie di Fukushima che si trovano di fronte a un terribile dilemma: lasciare i propri figli a scuola con i loro amici, vulnerabili agli effetti delle radiazioni, o abbandonare quella che è stata la propria casa per generazioni e spostarsi in un altro luogo? Una volto scelto il male minore, soltanto le sovvenzioni statali hanno finora permesso a molti di trasferirsi. In un recente sondaggio condotto a Fukushima, il 90% dei residenti hanno dichiarato di essere “abbastanza preoccupati” o “molto preoccupati” per l’impatto delle radiazioni sulla salute. E quasi la metà dei nuclei con bambini piccoli ha detto che vorrebbe uscire dalla zona per paura.

Sono molte le famiglie che, come la nostra, – conclude la mamma- sono in attesa che i figli finiscano la scuola, a marzo, per andarsene. Per questo la decisione del governo di porre fine ai sussidi meno di un mese prima, è ancora più grave. Il governo già aveva cercato di porre fine agli aiuti nel dicembre dello scorso anno, ma alla fine riesaminò la decisione dopo le proteste di molte persone. Quindi so che con il vostro sostegno possiamo cambiare la decisione del governo e aiutare molte famiglie a poter decidere se continuare o meno a vivere a Fukushima“. Per questo Tokiko, a nome suo e di tutte le altre mamme nella stessa situazione chiedono il sostegno di tutti per fare in modo che il governo riconsideri questa decisione.

Per firmare la petizione clicca qui

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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