Fukushima, nucleare: la Tepco ammette la fusione del nocciolo anche ai reattori 2 e 3

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È stata confermata da parte della Tepco, la Tokyo Electric Power che gestisce l’impianto nucleare di Fukushima, in Giappone, la fusione delle barre di combustibile anche dei reattori due e tre. Fino ad ora, solo il reattore uno era quello incriminato, ma secondo quando sostiene la società nipponica è molto probabile che la fusione si sia prodotta anche in altri due dei 6 reattori della centrale.

Dopo la conferma che il disastro potrebbe essere legato anche ad un errore umano, nonostante il governo giapponese abbia più volte parlato di probabili fusioni delle barre di combustibile in tre dei sei reattori la Tepco aveva sempre smentito la cosa, confermando soltanto il problema al reattore uno.

La maggior parte del combustibile nucleare è probabilmente affondata nella parte inferiore, come nel reattore numero 1” fanno sapere i tecnici della Tepco, che attualmente sono impegnati nelle operazioni di raffreddamento. Al momento sembra che il rischio sia stato limitato e che le condizioni dei due reattori siano state stabilizzate.

Ma cosa succede quando avviene la famigerata fusione del nocciolo?

Si tratta della vera e proprio liquefazione del nocciolo radioattivo, la cui temperatura raggiunge migliaia di gradi a causa della reazione nucleare legata alle barre di zirconio, che a loro volta contengono il combustibile di uranio. Come riporta bene anche un bell’articolo dell’Unità, “nella storia, la fusione del nocciolo è avvenuta una sola volta, nel 1986 a Chernobyl, quando una procedura malaccorta mise fuori uso i sistemi di raffreddamento e controllo. Qualche anno prima, nel 1979 a Three Mile Island negli Usa, la fusione totale del nocciolo venne evitata all’ultimo momento (si fuse soltanto il 25 per cento)”.

Fin dai primi momenti dopo il terremoto, la prima manovra per scongiurare una fusione totale con la conseguente perdita del materiale radioattivo, è stata il raffreddamento di tutti i contenitori del reattore, rallentando così la fusione del nocciolo. Cosa che sta avvenendo proprio adesso nei reattori due e tre.

Il problema è che in caso di fusione del nocciolo i reattori si trasformano in veri e proprio sarcofaghi perpetui in cui è chiusa una massa informe di metallo fortemente radioattivo, inavvicinabile e intrattabile. E questo per l’eternità in quanto occorrono milioni di anni perché la radioattività naturalie dell’uranio si estingua naturalmente.

Dunque, anche se i media non ne parlano più, l’allarme di Fukushima non è affatto rientrato e ciò che si prospetta sono tre grandi cubi “di cemento e acciaio dal cuore altamente radioattivo, che dovrà essere continuamente controllato per tema che non si fessuri o si rompa, provocando un disastro ambientale che è impossibile da quantificare“.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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