Fukushima: nuovo allarme fissione nucleare. Bonifica in 30 anni

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Fissione nucleare in corso nel reattore 2 della centrale di Fukushima? In queste ore l’Agenzia nipponica per la sicurezza nucleare lavora alacremente per capire se davvero dentro la centrale giapponese danneggiata dal terremoto sia in corso una reazione di fissione. A far balenare questo timore è stata la rilevazione di isotopi di Xenon, che, in genere, indicano la presenza di una reazione di questo tipo.

Per controllarla, la Tepco ha iniziato a iniettare acido borico all’interno del reattore attraverso un tubo di raffreddamento come contromisura, anche se non è ancora del tutto certo che ci sia stata la fissione.

In ogni caso, la provenienza di gas dall’interno del reattore potrebbe segnalare la presenza di Xenon radioattivo. Secondo quanto hanno riferito dalla Tepco, tuttavia, non c’è stato alcun aumento di tempratura nel reattore incriminato, né di pressione o di radiazioni. “Abbiamo la conferma che il reattore è stabile e non crediamo che questo possa avere alcun impatto sul nostro lavoro futuro“, ha spiegato il portavoce della Tepco, Osamu Yokokura.

Ma non c”è da stare tranquilli. Proprio qualche giorno fa uno studio del Norwegian Institute for Air Research ha rivelato che la situazione in Giappone è ben più grave di quanto previsto inizialmente, superando addirittura i livello di radioattività di Chernobyl, come avevano già sospettato alcune associazioni ambientaliste.

Oltre allo Xenon, desta particolare preoccupazione anche il Cesio-137, che a causa della lunga emivita, di circa 30 anni, è estremamente pericoloso per la salute umana. Insomma, ci vogliono 30 anni per eliminarlo. Così come sono necessari 30 anni per lo smantellamento e la messa in sicurezza dell’impianto.

Proprio quando la Tepco aveva annunciato lo “spegnimento a freddo” della centrale. Non basta a sventare il pericolo, e di questo ne siamo assolutamente certi.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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