Fukushima: fuoriuscita di corium dal reattore 1. Si teme per il sottosuolo

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Al peggio non c’è mai fine, quantomeno a Fukushima. Mercoledì un dipendente della Tepco ha spiegato che dai reattori è uscito fuori anche il corium, un combustile nucleare fuso, che si sarebbe creato un varco verso il sottosuolo.

Attraverso alcuni modelli e grazie alle ultime simulazioni dell’incidente che lo scorso marzo ha dato origine al disastro nucleare nella centrale di Daiichi, è stato possibile stabilire che anche il corium potrebbe essere fuoriuscito.

Nel reattore 1, infatti, il combustibile nucleare surriscaldato può avere eroso il pavimento in calcestruzzo. Secondo quanto emerso dalla simulazione, il corium potrebbe essere penetrato anche all’interno delle barriere d’acciaio. Sotto questo strato di acciaio vi sarebbe anche un basamento di cemento, l’ultima barriera prima che il carburante possa finire a terra.

E il rischio che ciò sia avvenuto è più che mai concreto. Gli esperti nucleari hanno messo in guardia sul fatto che l’acqua del sistema di raffreddamento di fortuna che adesso opera a Daiichi potrebbe non essere più in grado di raffreddare adeguatamente il carburante nucleare, che a quel punto avrebbe la strada spianata per il sottosuolo, infiltrandosi nel calcestruzzo.

reattore_fukushima

Come hanno rivelato alcuni esperti al New York Times, “si tratta di una simulazione ancora eccessivamente ottimista“. A riferirlo è stato Hiroaki Koide, professore di fisica presso l’Università di Kyoto.

Il timore che il corium sia già arrivato in profondità è reale. Adesso sarà necessario capire fino a che punto si sia spinto. Secondo la Tepco, com’è facilmente intuibile, il combustibile dovrebbe aver valicato di poco il confine cemento/terreno. Ma altri esperti non ne sono tanto convinti. A loro avviso infatti nel reattore 1 il corium sarebbe arrivato fino a due metri di profondità. “Ho sempre sostenuto che il sistema di contenimento era guasto, e che ci fosse il pericolo di una fuga di radiazioni più ampia” ha continuato Koide. “In realtà, è impossibile guardare all’interno del reattore, e la maggior parte degli strumenti di misura sono stati eliminati. Quindi nessuno sa veramente quale sia il danno“.

È andata meglio alle Unità 2 e 3, dove gli sforzi di raffreddamento iniziali hanno avuto più successo, e una quantità minore di carburante, si pensa possa essere sfuggita ai sistemi di controllo.

Intanto il Direttore della Tepco è stato ricoverato, anche se non si conoscono le cause della sua malattia. Evidentemente, l’eccessiva sicurezza dei giapponesi è stata minata alle fondamenta. E siamo certi di non sapere ancora tutto sulla triste vicenda di Fukushima.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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