Fukushima: il Giappone vuole (di nuovo) scaricare tonnellate di acqua radioattiva nel Pacifico

Fukushima acqua radioattiva

La centrale nucleare di Fukushimascaricherà oltre un milione di tonnellate di acqua radioattiva direttamente nell’Oceano Pacifico. L’enorme quantità di acqua contaminata si trova in giacenza nella centrale dal 2011, quando la struttura è stata colpita da un terremoto e dal conseguente tzunami.

In questi anni il problema non è mai stato risolto e il Governo si è limitato a portare avanti progetti per tenere sotto controllo la situazione e contenere i danni. Il governo ha infatti speso circa 260 milioni di dollari per costruire un muro di ghiaccio sotterraneo  capace di fermare le perdite di acqua, ma l’opera è riuscita solo a ridurre parzialmente il flusso d’acqua contaminata.

La società Tokyo Electric Power (Tepco) ha poi tentato di rimuovere dall’acqua i contaminanti, ma non esiste una tecnologia in grado di eliminare il trizio, isotopo radioattivo dell’idrogeno.

Il Giappone è stato sottoposto a nuove pressioni per affrontare il problema dell’acqua contaminata prima delle Olimpiadi di Tokio, così il Ministro dell’ambiente giapponese Yoshiaki Harada ha proposto di scaricare in mare le tonnellate di acqua radioattiva.

L’acqua occupa attualmente circa 1000 serbatoi ed entro il 2022 non ci sarà più sufficiente spazio all’interno della centrale.
Una volta esaurito lo spazio, l’unica soluzione sarà quella di diluire l’acqua radioattiva e scaricarla nell’Oceano. L’operazione di smaltimento potrebbe richiedere 17 anni e danneggerebbe l’intero ecosistema marino. Già a ridosso dell’incidente vennero versate ingenti quantità di acqua radioattiva nell’Oceano e solo due anni dopo, nel 2013, la TEPCO aveva ammesso la contaminazione. Anche nel 2017  il Giappone aveva proposto di sversare tutte le acque radiottive della centrale nell’Oceano e ci riprova a due anni di distanza.

Le centrali nucleari costiere scaricano comunemente acqua che contiene trizio nell’oceano, ma si tratta di piccole quantità: in questo caso si parlerebbe di un volume enorme di acqua.

Il Governo ha fatto sapere che prima di prendere una decisione definitiva saranno consultati esperti per valutare i possibili rischi legati allo smaltimento dell’acqua nell’Oceano ma al momento non sembrano esserci alternative.

Questa invece la risposta del nostro Ministro Sergio Costa

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