Fracking: i geologi europei si interrogano sulla pericolosità

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Mentre l’Unione Europea mette a punto una direttiva comune sul fracking, i geologi del vecchio continente si incontrano per capire se, come e quanto, la fratturazione idraulica utilizzata per estrarre lo shale gas e gli altri idrocarburi non convenzionali possa essere pericolosa per l’ambiente e l’uomo.

La Federazione Europea dei Geologi, su proposta della delegazione spagnola, ha istituito un gruppo europeo di lavoro sul fracking con l’obbiettivo di discutere di questo spinoso tema anche con i colleghi americani. La notizia è stata diffusa dal Consiglio Nazionale dei Geologi italiani, al termine dell’assemblea della Federazione Europea che si è svolta ieri a Skansen vicino Stoccolma.

Vito Graziano, presidente del CNG italiano, ha parecchi dubbi sul fracking: “Diverse sono le perplessità circa questa tecnica di sfruttamento che tuttavia rappresenta una rilevante forma di produzione di energia. È importante quindi che tutte le associazioni nazionali dei geologi si confrontino tra loro e portino al tavolo di lavoro le esperienze dei propri Paesi“.

In Italia non c’era ancora un gruppo di lavoro specifico sul fracking, ma ce già una commissione di esperti che si sta occupando dello stoccaggio dei gas e delle perforazioni industriali nelle aree sismicamente attive.

Con il nuovo gruppo di lavoro i geologi puntano a una posizione comune a livello continentale sulla fratturazione idraulica: “Sarebbe il caso che queste esperienze di confronto tra i geologi del nostro continente possano confluire in un grande codice geoetico europeo“.

A quali conclusioni arriveranno i geologi è ancora presto per dirlo. Come è presto per capire, qualora la posizione dovesse essere anti-fracking, se verrà presa in considerazione dalla politica europea e nazionale. Al momento non c’è una posizione comune europea ma molte diverse posizioni nazionali.

In Francia il fracking è vietato, in Germania sono permessi solo pochi esperimenti, in Inghilterra è consentito ma monitorato. L’Italia, come al solito, tace.

Peppe Croce

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